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Attualità | 02 marzo 2020, 15:33

"Il mio teatro è una città": oltre seimila visualizzazioni del convegno a porte chiuse e in streaming [FOTO]

Maifredi: "Ci siamo ripromessi di vederci l’anno prossimo per proseguire il confronto e riflettere sul potere innovativo di un teatro rigenerante"

"Il mio teatro è una città": oltre seimila visualizzazioni del convegno a porte chiuse e in streaming [FOTO]

Sono state 6.650 le visualizzazioni della diretta on line del convegno “Il mio teatro è una città” che ha avuto luogo a porte chiuse il 29 febbraio ed il 1° marzo a causa dell’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus: Teatro pubblico ligure e Fondazione teatro sociale di Camogli, organizzatori delle due giornate di studio, di fronte alla chiusura dei teatri stabilita dall’ordinanza hanno deciso di non fermare i lavori ed predisposto la ripresa video e la trasmissione online dei lavori sulla pagina facebook di Teatro pubblico ligure.

La comunità dei teatranti ha accettato la sfida, confermato la sua presenza e quindi la volontà di rimanere collegata col pubblico anche in questa circostanza; il fondatore dell’Odin teatret Eugenio Barba con Julia Varley sono intervenuti da Hostelbro in Danimarca mentre il direttore del teatro Nazionale di Genova Davide Livermore da Sydney. Tutti gli altri sono andati a Sori e a Camogli, felici dell’accoglienza trovata e della bellezza dei luoghi in cui sono stati ospitati; ha così comunque avuto luogo l’incontro, un appuntamento che è parte del macroprogetto “Atlante del gran kan” ideato da Sergio Maifredi, direttore artistico di Teatro pubblico ligure e Fondazione teatro sociale di Camogli: “Ci siamo ripromessi – ha dichiarato – di vederci l’anno prossimo a Sori e Camogli per proseguire il confronto sul teatro e la città, e riflettere sul potere innovativo di un teatro rigenerante in cui noi, come sarti, dobbiamo ricucire il legame dei cittadini coi luoghi che li rappresentano”.

Il giornalista e critico teatrale Andrea Porcheddu, che ha coordinato il dibattito, ha invitato i teatranti ad essere “turpi, vani e girovaghi”, termini con cui nell’antichità si stigmatizzava la loro indipendenza, per sottrarsi alla tirannia del botteghino e dei bandi e dedicarsi alla creatività viva. Stefan Kaegi, fondatore dei berlinesi Rimini protokoll, per la prima volta in Liguria, ha descritto spettacoli dalla forte componente sociale come “100% stadt” in cui i freddi numeri dei diagrammi a torta con gli abitanti divisi a fette percentuali tornano ad avere un volto ed un corpo. Poi ha sottolineato l’importanza di “essere in un teatro che si chiama Sociale e rappresenta la società partecipata, ma ha un palco alto ed un’architettura che nell’ottocento non è stata pensata per realizzare questo modello, occorre tempo per superare questa complessità”.

Massimo Bondì

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