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Attualità | 18 giugno 2020, 18:48

Multedo, i lavori alla Carmagnani agitano il quartiere e fanno scoppiare il caso politico

L’azienda di via dei Reggio sta effettuando interventi di sostituzione e di ripristino dei serbatoi. Il Partito Democratico attacca il Comune di Genova: “Dove sono finite le ipotesi di delocalizzazione?”. Le ovvie conseguenze di quando non si decide

Multedo, i lavori alla Carmagnani agitano il quartiere e fanno scoppiare il caso politico

C’è una fotografia che da ieri sta facendo il giro del web e che ha inquietato non poco i cittadini del Ponente genovese, soprattutto quelli di Multedo.

L’immagine in questione riguarda un intervento in area privata, ma che rischia di avere enormi ricadute pubbliche sulla vita dell’intero quartiere e, soprattutto, che si porta dietro importanti conseguenze dal punto di vista politico.

Si tratta, in sostanza degli ‘Interventi di manutenzione straordinaria per il ripristino dei serbatoi n. 43-44-45 e sostituzione dei serbatoi esistenti n. 38-39-40-41-42 presso il deposito costiero Attilio Carmagnani spa di via dei Reggio”.

I lavori sono progettati dallo Studio Canepa Associati e sono eseguiti dall’impresa Tre Colli. In sostanza, alla Carmagnani sono in atto lavori per migliorare la condizione dell’impianto e per far ripartire quei serbatoi che erano rimasti inattivi dal maggio del 1987, ovvero da quando si era verificato quel tragico incidente costato la vita a quattro persone.

Di questa prospettiva di ripartenza e della richiesta di aumento di capacità di stoccaggio si parla da diversi anni. Questo quotidiano, il 29 gennaio del 2019, fu il primo a darne la notizia, riferendo del via libera, da parte del Comitato Tecnico Regionale, alla proposta presentata dall’azienda.

Il 22 dicembre del 2018, questo organo, presso il quale siede pure un rappresentante del Comune di Genova, comunicò l’aumento di stoccaggio della Carmagnani. L’azienda, tramite autocertificazione, ha dichiarato che l’incremento di 6350 metri cubi di materiali non comporta nessuna variazione del livello di rischio d’incidente rilevante. Ed ecco perché il parere, squisitamente tecnico, è stato positivo.

Ma se tutti i permessi sono in ordine e l’azienda della famiglia Carmagnani ha pienissimo diritto a chiedere ciò che le spetta, è la partita politica che lascia parecchi punti interrogativi. Emilio Carmagnani, terza generazione alla guida dell’azienda, si è sempre dichiarato favorevole alle ipotesi di delocalizzazione, ma ha sempre spiegato, parallelamente, che sinché questi discorsi non saranno seriamente concreti, continuerà a considerare Multedo la sua ‘casa’, facendo quindi tutti gli investimenti necessari anche per far fronte ai volumi di lavoro in aumento della società e con la priorità (sacrosanta) del mantenimento dei posti di lavoro.

Il fatto è che se si è giunti a questa situazione, se non si è potuto dire di no a Carmagnani perché tutte le carte sono in regola, se i depositi saranno ampliati nonostante sia in vigore un Piano Urbanistico Comunale che dice a chiarissime lettere che a Multedo i depositi costieri non possono più stare, è solo e soltanto colpa dell’attuale amministrazione comunale, che ha la piena e totale responsabilità di aver prospettato, già nel 2017, un progetto di delocalizzazione che, esattamente a tre anni di distanza e dopo annunci costantemente e puntualmente rinviati, giace ancora in altissimo mare.

Che fine hanno fatto tutte le ipotesi? In questo ritardo clamoroso e ingiustificabile, Multedo riceve l’ennesimo schiaffo, il Ponente genovese riceve l’ennesimo schiaffo, mentre il gradimento del sindaco in queste zone è ai minimi storici.

Ieri il Partito Democratico (che pure non si può definire pienamente immune da responsabilità, se non altro perché la città è stata in mano ad amministrazioni di centrosinistra sino al 2017, e questo va detto per onestà intellettuale) ha attaccato a testa bassa, attraverso un manifesto e un post: “Scopriamo da un cartello che il 5 giugno sono iniziati dei lavori di manutenzione straordinaria che prevedono il ripristino dei famosi serbatoi e la sostituzione di quelli esistenti. Lavori autorizzati dal Comune di Genova a dicembre 2019. Era lo scenario che temevamo e più volte come Municipio VII Ponente lo abbiamo detto nei nostri atti: il continuo silenzio del Comune sulla delocalizzazione ha portato a questa situazione. Come fai a fare delocalizzare qualcuno mentre lo autorizzi ad eseguire dei lavori straordinari per la sostituzione completa dei serbatoi? Nonostante le ripetute richieste del Consiglio di Municipio, il sindaco Bucci ha continuato a ignorare le nostre richieste di venire a parlare presso la nostra sede”.

I dem incalzano Palazzo Tursi: “Perché il Comune di Genova continua a ignorare il Municipio? Perché il Comune di Genova continua a non dare risposte a Multedo? Perché il Comune di Genova non ha ritenuto di dire nulla in questi sei mesi? Bucci vuoi risponderci?”.

Una risposta è già piuttosto chiara e non serve l’amministrazione per poterla dare: quando la politica è fatta di annunci senza alcuna concretezza, può andare a finire solo e soltanto così. Il problema è che poi i nodi arrivano al pettine e diventa sempre più difficile anche sfuggire alla vergogna.

Alberto Bruzzone

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