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Politica | 14 luglio 2021, 18:29

“Bicchiere mezzo pieno”, per i comitati della Valpolcevera dopo l’incontro con Bucci. Presto un confronto con le Ferrovie

La vivace e clamorosa protesta davanti a Tursi ha ottenuto almeno tre scopi: non far passare i treni in mezzo alle case, aprire un tavolo con le Ferrovie e indire una pubblica assemblea. “Nulla di definitivo”, osserva il presidente del Comitato Liberi Cittadini di Certosa, ma almeno “abbiamo finalmente potuto esprimere le nostre idee”

“Bicchiere mezzo pieno”, per i comitati della Valpolcevera dopo l’incontro con Bucci. Presto un confronto con le Ferrovie

 

È sempre la stessa storia di bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, con tendenza però a un leggero pieno prevalente”. Commenta così il presidente del Comitato Liberi Cittadini di Certosa, Enrico D’Agostino, l’incontro a Tursi tra la gente di Certosa e il sindaco Marco Bucci, avvenuto al termine di una partecipata manifestazione in via Garibaldi da parte della popolazione di un territorio che teme di trovarsi in mezzo a un traffico di treni merci da 42 convogli al giorno.

Il mio giudizio - afferma - direi che è positivo, anche se per ora nulla è deciso né certo. Però, almeno, abbiamo acquisito nuove informazioni, ottenuto che si tenga un’assemblea pubblica sulla quale abbiamo tuttavia qualche riserva, che dobbiamo però chiarirci tra noi del Comitato”.

L’assemblea dovrebbe infatti svolgersi ad agosto, mese dedicato tradizionalmente alle ferie e quindi, teme D’Agostino, potrebbe far registrare parecchie defezioni di persone lontane dalla casa di residenza e momentaneamente in località turistiche o da parenti lontani.

Abbiamo atteso due anni - ricorda il presidente del Comitato di Certosa - un mese in più non costa niente. Per favorire la partecipazione sarebbe forse meglio si facesse a settembre, dopo le ferie”. Ma il punto forse più rilevante è che entro 10-15 giorni partirà un tavolo finalmente con le Ferrovie, cui saranno invitati gli assessori competenti, Comitati e Municipi. “E soprattutto - sottolinea Enrico D’Agostino - inizieremo a parlare con le Ferrovie, cosa che era grave mancasse e fosse mancata fino ad ora”.

Importantissimo, secondo i Comitati, fa sapere D’Agostino, in quanto “porteremo le nostre osservazioni, i nostri rilievi e tutte le problematiche inerenti al progetto”. Ma dall’incontro con il primo cittadino genovese si è anche venuti a sapere come si sia valutata l’ipotesi che, sui 42 treni previsti, quasi la metà finirebbe su linee alternative che eviterebbero un incontro eccessivamente ravvicinato con abitazioni, scuole ed edifici a uso civile di vario genere: linee che potrebbero essere quella denominata Sommergibile ma anche altre.

E comunque, sottolinea D’Agostino, il 10 per cento costituito da merci pericolose non dovrebbe più passare in mezzo alle case di via Canepari, a Rivarolo e in piena Valpolcevera. “Tutto ciò - dice il presidente del Comitato Liberi Cittadini di Certosa - è però al momento solo teoria. Non abbiamo firmato niente, non c’è nulla di nero su bianco; per ora si tratta di linee di principio”.

Per questo, osserva e promette: “Come Comitati staremo con il fiato sul collo a tutto, forti delle esperienze passate con tante promesse fatte ma poi mai mantenute. Seguiremo tutto passo dopo passo, millimetro per millimetro”.

I comitati, dunque, non mollano. E lo hanno ripetuto anche quando su Facebook sono stati attaccati in maniera pesante e persino volgare da chi non condivide la loro causa e li accusa di non si capisce bene cosa. Lo fa sapere lo stesso Comitato, in un comunicato al termine del quale commenta: “Se credono di intimorirci con questi commenti non hanno capito nulla e ancora di più non hanno capito il lavoro che stiamo portando avanti. Non sanno neppure dove sia la Valpolcevera o se lo sanno non hanno capito nulla di questa Valle”.


Dino Frambati

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