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Attualità | 28 maggio 2022, 09:00

Con te o senza di te. Che cos'è la dipendenza affettiva?

Gli oggetti di dipendenza che la nostra mente sceglie possono essere anche le persone, che, esattamente come gli oggetti, possono diventare prolungamenti di noi

Con te o senza di te. Che cos'è la dipendenza affettiva?

La prima cosa che ci aiuta è pensare che la dipendenza affettiva sia uno stato mentale.

La dipendenza infatti è un modo di funzionare della nostra mente di cui si parla da molto tempo e che caratterizza tantissime persone. La prima cosa che ci viene in mente parlando di questo potrebbe essere la dipendenza da sostanze, da fumo o da alcol. Si potrebbe pensare he siano questioni diverse, situazioni diverse. E lo sono anche, se si pensa agli oggetti verso i quali ci riferiamo. Ma il processo mentale, psichico, che sta dietro a tutte queste tipologie differenti è lo stesso: si ha bisogno di qualche cosa di esterno, di altro da noi, per sentirci in equilibrio o appagati. 

Gli oggetti di dipendenza che la nostra mente sceglie possono essere anche le persone, che, esattamente come gli oggetti, possono diventare prolungamenti di noi ad alcuni livelli, tanto che non possiamo farne a meno per gestire la nostra quotidianità ma soprattutto le nostre emozioni e il nostro stato d'animo. 

Ultimamente sentiamo molto parlare di quella che si chiama dipendenza affettiva o relazionale. In questi casi quando scegliamo qualcuno a cui legarci, rischia di succedere una cosa pericolosa: senza quella persona noi ci sentiamo estremamente fragili, incompleti, instabili. E dall'altra parte nel caso in cui ci affidiamo a una relazione, l'altro avverte questo nostro bisogno forte e in qualche modo, con i suoi strumenti, reagisce. Questo significa che si possono creare dei circoli viziosi relazionali aggressivi, recriminatori, o comunque distruttivi, che potrebbero portare a repentini allontanamenti. 

Tutto questo avviene perché l'altra persona, che sia un amico, un partner o altro, avverte forte e chiaro che noi gli stiamo chiedendo molto, troppo: di essere il nostro riferimento e il nostro appoggio costante, e che senza non possiamo vivere. 

La persona dall'altra parte si sentirà usata, in qualche modo utilizzata o comunque sentirà una cosa molto vera: che non la stiamo guardando. Infatti è così, non possiamo guardarla perché davanti ai nostri occhi è sempre più prominente il bisogno di non essere soli, di non essere abbandonati. Così la relazione diventa vuota, si perde perché priva di significato e l'altro si stufa di non essere tenuto vicino per le sue caratteristiche ma solo  per un bisogno nostro di sentirci interi, integri.

Come fare allora? La soluzione per uno stato mentale dipendente è sicuramente rivolgersi a un buon terapeuta, poiché tendenzialmente la maggior parte delle volte questo è derivante da uno stato psichico depressivo che dunque è assolutamente affrontabile attraverso un percorso di psicoterapia. 

Nel momento in cui ci accorgiamo di tenere vicini gli altri per un bisogno forte nostro piuttosto che per le loro caratteristiche proprie e perché per come sono fatti ci possono offrire uno stimolo, qualcosa di buono, facciamo attenzione! Probabilmente la nostra mente ci sta dicendo che abbiamo bisogno di rinforzarci, non attraverso modalità esterne tra cui la relazione ma attraverso noi stessi.

www.cristinafregara.it

Cristina Fregara

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