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Attualità | 07 agosto 2022, 15:13

Sicurezza stradale, per l'Istat Liguria maglia nera. Traverso (Siap): "Eppure subiamo tagli e poca pianificazione sulla sicurezza"

Il segretario del sindacato di Polizia bacchetta la Regione per aver raccolto "frutti di anni di mancate politiche serie, ponderate e pianificate in modo coordinato"

Sicurezza stradale, per l'Istat Liguria maglia nera. Traverso (Siap): "Eppure subiamo tagli e poca pianificazione sulla sicurezza"

"I dati Istat parlano chiaro. Le strade della Liguria sono le più pericolose di tutta la nazione italiana". Lo afferma in una nota il segretario nazionale e provinciale genovese di Siap, Roberto Traverso.

"Nel 2021 il numero d’incidenti con feriti e morti è stato quasi il doppio della media nazionale - ricorda il membro del sindacato di polizia - In Liguria lavorare con una divisa addosso delle forze dell’ordine o delle polizie locali sulle autostrade, sulle strade provinciali e cittadine è davvero complesso e rischioso, sia sotto il profilo professionale che per l’aspetto psicologico a causa dello stress dovuto al rapporto con un utenza pressante a causa delle condizioni delle strade".

"Per quanto riguarda le autostrade liguri è addirittura superfluo ricordare il livello di disagio che da anni le contraddistingue, prima e dopo il crollo del ponte Morandi - prosegue Traverso - A tal proposito ricordiamo che la nostra organizzazione sindacale, prima della tragedia del 14 agosto 2018, aveva denunciato anche pubblicamente le gravi condizioni strutturali  di moltissime gallerie, oppure la mancanza della terza corsia: situazioni che adesso, tardivamente vengono in qualche modo affrontate in fretta ed in furia creando un disagio enorme all’utenza ed ai poliziotti della Polizia Stradale in attesa di conoscere gli esiti della complessa attività investigativa in atto".

Il primato nazionale d’incidenti interessa comunque tutte le strade della Liguria "che, paradossalmente - afferma Traverso - ha subito il taglio di presidi della Polizia Stradale (chiusura della Sottosezione di Sanremo e il Distaccamento di Finale Ligure). Tagli che purtroppo sono stati imposti al Dipartimento della Pubblica Sicurezza dalla mannaia della spending review del 2014, voluta da scelte politiche miopi e lesionistiche perché incasellarono la 'sicurezza' tra i costi da tagliare per il ripianamento del debito pubblico. Errore clamoroso!".

Cause del pessimo risultato però, secondo il segretario Siap, sono anche altre: "Sul fronte della sicurezza la Regione Liguria raccoglie anche i frutti di anni di mancate politiche serie, ponderate e pianificate in modo coordinato sulla sicurezza. Una Regione che a nostro parere paga l’imperdonabile errore politico di aver ignorato o sottovalutato le proprie risorse normative a disposizione le quali, sulla carta prevedrebbero la possibilità di affrontare sinergicamente con le istituzioni centrali, le problematiche sulla sicurezza della regione. Scelta che evidentemente non ha voluto tener conto del fatto che quando si parla di 'sicurezza integrata' in realtà significherebbe dialogo propositivo dalla periferia verso il centro, attraverso richieste costruttive, basate su proposte che dovrebbero partire prima di tutto da parte di chi conosce il proprio territorioInvece, in Liguria, nulla di tutto questo in questi anni è stato fatto e adesso si raccolgono i cocci di scelte politiche sbagliate e di questo ne abbiamo parlato anche con il Prefetto di Genova in occasione del nostro recente incontro".

"Diciamo questo sulla base di elementi oggettivi - dice ancora Traverso - visto che la legge regionale sulla sicurezza ligure del 24 dicembre 2004, n. 28 (Interventi regionali per la promozione di sistemi integrati di sicurezza) che recentemente è stata oggetto di modifiche (tra le quali la dir poco incredibile esclusione dei Questori dal neo costituito tavolo sulla sicurezza) prevedeva già  dal 2004  la possibilità di intervenire da parte della Regione direttamente a livello con richieste, proposte e/o suggerimenti sulle politiche della sicurezza locali". 

"Ebbene, in quasi 20 anni la Regione Liguria ha latitato sulle politiche per la sicurezza e la dimostrazione la si può facilmente sintetizzare in due punti facilmente riscontrabili - afferma ancora - Intanto la tardiva e inutile presa di posizione messa in campo per evitare per esempio la chiusura dei presidi della polizia stradale; quindi la totale mancanza di richieste di rafforzamento degli organici della Polizia di Stato su un territorio regionale fortemente infiltrato da organizzazioni criminali di stampo mafioso che stanno proliferando sul fronte del commercio di stupefacenti che recentemente si è allargato anche sul fronte dei minori (con lo spaccio del farmaco rivotril)".

"In conclusione, occorre evidenziare che sul territorio nazionale, nelle Regioni dove le politiche sulla sicurezza sono state pianificate in modo costruttivo, a differenza di quanto stiamo raccogliendo in Liguria, i risultati sono arrivati e spesso tagli e chiusure sono state scongiurate. Gli esempi ci sono e per gli addetti ai lavori sono facilmente riscontrabili. Noi non li citiamo perché non vogliamo che qualche malpensante ci possa affibbiare strumentalmente etichette che sarebbero unicamente deleterie e dannose, visto che la sicurezza non dovrebbe mai avere un colore politico" chiosa l'esponente del sindacato.

Redazione

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