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Cultura e spettacoli | 19 gennaio 2026, 11:35

Venerdì 6 e sabato 7 febbraio debutta in prima nazionale a Teatro della Tosse “Col seno di poi” di Federica Ruggero, con regia di Marco Taddei

Monologo di stand up ironico e coinvolgente che accompagna il pubblico a interrogarsi sul significato autentico della bellezza e sul rapporto con il corpo e la seduzione

Venerdì 6 e sabato 7 febbraio debutta in prima nazionale a Teatro della Tosse “Col seno di poi” di Federica Ruggero, con regia di Marco Taddei

Venerdì 6 febbraio alle ore 21.30 e sabato 7 febbraio 2026 alle ore 19.30, nella sala Dino Campana del Teatro della Tosse di Genova (Piazza Renato Negri, 6), debutta in prima nazionale “Col seno di poi”, monologo di stand up scritto e interpretato da Federica Ruggero, con regia e accompagnamento drammaturgico di Marco Taddei. I costumi sono a cura di Daniela De Blasio e le luci di Davide Bellavia.

Lo spettacolo nasce dall’esigenza di rimettere in ordine le emozioni maturate dopo la diagnosi di tumore al seno ricevuta da Federica nel 2020 e il successivo percorso di chemioterapia e mastectomia. «All’inizio realizzare uno spettacolo teatrale non mi sarebbe passato neanche per la mente – spiega Federica Ruggero – quando ho iniziato a scrivere avevo un’esigenza molto più terra terra: fare ordine, non lasciare che l’esperienza più importante della mia vita restasse solo un ricordo dentro di me. Poi, un pomeriggio, ho confidato a Marco Taddei di aver scritto la storia del mio rapporto con il corpo e con lo specchio, prima e dopo il tumore, ed è stato lui a propormi di trasformarla in uno spettacolo». 

Per Federica questo debutto rappresenta anche un ritorno come attrice sulla scena teatrale della sua città, dopo alcuni anni di assenza dai palcoscenici genovesi. Un legame con il territorio che in realtà non si è mai interrotto: dal 2012 Federica porta avanti il lavoro con la scuola di recitazione e comunicazione LiguriAttori, che nel frattempo è passata da associazione a società, consolidando il proprio percorso formativo sul territorio.

Da ragazza, Federica usa immagine e seduzione come strumenti di affermazione personale, ma con il tempo questa immagine costruita inizia a starle stretta. È attraverso il teatro che trova nuovi strumenti per andare oltre la sola dimensione della bellezza esteriore e costruire uno spazio in cui immagine e identità possano finalmente convivere. A 39 anni, nel 2020, la traiettoria cambia di nuovo: conosce l’uomo che ama e, nello stesso anno, arriva la diagnosi, il corpo si trasforma, l’intimità si ridefinisce e l’equilibrio vacilla.
 

«Per molto tempo ho costruito la mia identità anche attraverso l’immagine, come forma di sicurezza e di affermazione personale – racconta Federica Ruggero – avevo creato una versione di me che sentivo forte, stabile, “a posto”. Poi la malattia è arrivata all’improvviso e ha messo tutto in discussione: il corpo, il modo di essere guardata, la paura di perdere l’uomo che amo, la paura di perdere la mia vita. Lo spettacolo “Col seno di poi” nasce dal bisogno di attraversare, con leggerezza e ironia, questa fragilità e di raccontare un percorso che va da dentro a fuori, dalle paure più intime fino alla nuova immagine di sé. La ricostruzione del seno e il fatto di doversi inevitabilmente chiedere “come si sceglie la misura delle tette?”, mi hanno permesso di chiudere un ciclo e di tornare a guardarmi, finalmente integra».

Il dialogo tra attrice e regista è stato centrale nella costruzione artistica e narrativa dello spettacolo. «Il mio lavoro – spiega Marco Taddei – è stato quello di costruire una struttura che permettesse alla storia di Federica di arrivare al pubblico con chiarezza ed emozione ma senza perdere il ritmo della stand up. Anche il titolo è nato da questo confronto: inizialmente avevamo pensato a “Il peso delle tette”, poi siamo arrivati insieme a “Col seno di poi”, una scelta che racconta meglio lo spirito dello spettacolo e che vuole accompagnare il pubblico in una riflessione più ampia e consapevole sull’esperienza raccontata».

Lo spettacolo è prodotto dalla Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse e realizzato con il patrocinio dell’Associazione Amiche per la Pelle, realtà che promuove l’umanizzazione delle cure e accompagna le donne durante e dopo i trattamenti oncologici con consulenze, attività e momenti di condivisione. Durante il proprio percorso, Federica Ruggero si è appoggiata all’associazione come spazio di ascolto e supporto, un’esperienza che entra anche nella costruzione dello spettacolo e ne rafforza il valore di testimonianza.

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