È una risposta articolata, che parte da lontano e rivendica un cambio di metodo prima ancora che di progetto, quella di Fabio Ceraudo, presidente del Municipio Medio Ponente, alle recenti dichiarazioni del presidente della Regione Liguria Marco Bucci sul Palatletica di Cornigliano, definito “fermo”, rilasciate a margine dell’evento di chiusura di “Liguria 2025 - Regione europea dello sport”. “Nei nostri progetti c’è il Palatletica a Cornigliano, mi sembra fermo”, aveva detto il presidente della Regione, tornando poi sul tema dell’atletica indoor: “Una volta nel Palasport si faceva atletica indoor anche a livello europeo. Oggi non abbiamo una struttura con pista da 200 metri. Avevamo un progetto ben preciso per farlo a Cornigliano, ed è una delle strutture che dovrebbero essere fatte in futuro”.
“Innanzitutto voglio ricordare che questa polemica, nata di nuovo, merita una cronistoria, che è quella avvenuta negli anni precedenti sulla rigenerazione urbana a Cornigliano”, esordisce Ceraudo, riportando il confronto sul terreno dei fatti. “Negli otto anni in cui ha governato la precedente amministrazione di centrodestra e di Bucci, l’unica opera che sono riusciti a completare, considerando tutte le criticità, è stata via Cornigliano. Non è stato fatto altro: il resto sono stati rendering e progettualità mai portate a termine, compresa Valletta San Pietro, che ancora oggi è in fase di lavorazione”.
Il presidente del Municipio entra poi nel merito degli interventi più attesi dal quartiere: “La riqualificazione delle vie laterali, l’abbattimento dei manufatti industriali, la costruzione della Guido Rossa: c’è stato un rallentamento estremo, che ha portato anche a un ulteriore problema”. Il nodo, per Ceraudo, è soprattutto economico e normativo. “Quel tipo di progetto, ovvero il Palabombrini, non era applicabile perché non avevamo le risorse: sarebbe costato 40 milioni di euro, mentre in cassa a Società per Cornigliano ci sono 9 milioni. Quasi un milione, peraltro, è già stato speso per la progettualità di quell’impianto, che nell’area di Cornigliano e nei pressi di una villa storica non aveva alcuna contestualità architettonica e strutturale”.
Da qui la scelta di cambiare strada: “Oggi abbiamo portato avanti un’idea e un progetto nuovo: un parco urbano, una struttura sportiva di piccola-media taglia. Stiamo lavorando perché il progetto possa essere avviato al più presto, ma con una condivisione reale con la città, perché non siamo abituati a calare progetti dall’alto né a proporre opere per cui non esistono le risorse per arrivare in fondo”.
Ceraudo non chiude però la porta a interventi più ambiziosi, a patto che arrivino i finanziamenti: "Se oggi il presidente Bucci ci dà 20 milioni di euro, le garantisco che facciamo subito il progetto e realizziamo anche qualcosa di più grande. Ma in questo momento i soldi non ci sono e dobbiamo fare i conti con quei 9 milioni, che servono anche per altri lavori, come via Cornigliano. Non possiamo permetterci di lasciare una riqualificazione a metà”.
Un passaggio è dedicato anche al metodo partecipativo: “Stiamo riavviando il gruppo di lavoro con tutte le associazioni, nessuna esclusa, chiamando chiunque voglia partecipare. In questo consiglio municipale formeremo il gruppo di lavoro e tutte le sue figure: da lì partiremo con una progettualità che sarà sempre condivisa”.
La nuova amministrazione comunale, subentrata a giugno, ha però ufficialmente archiviato il Palabombrini, definito dall’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante un “progetto superato”. La decisione è stata illustrata lo scorso 20 ottobre a Palazzo Tursi: l’impianto sportivo indoor con tribune da 3.500 posti, palazzetti e campi polivalenti, dal costo stimato tra i 40 e i 50 milioni di euro, non verrà realizzato.
Al suo posto sorgerà un parco urbano di circa 13.000 metri quadrati nell’area dismessa dell’ex Ilva, nei pressi di Villa Durazzo Bombrini. Un intervento più sostenibile e coerente con le nuove normative ambientali e urbanistiche, in particolare con il Piano regionale per il rischio idrogeologico, che limita la costruzione di grandi volumi in zone vicine ai corsi d’acqua e a rischio esondazione come quella del Polcevera.
Il nuovo progetto prevede spazi verdi, attività sportive a basso impatto, aree per bambini, relax e socialità, senza nuovi edifici invasivi. Il finanziamento poggia sui 9 milioni già disponibili di Società per Cornigliano, ai quali potrebbero aggiungersi fino a 4 milioni attraverso un bando regionale contro il consumo di suolo. La conclusione dei lavori, nello scenario più ottimistico, è prevista tra la fine del 2027 e il 2028.
Nel frattempo, il confronto politico resta aperto. Ma dal Municipio, il messaggio è chiaro: "Prima delle grandi opere, servono risorse certe, tempi realistici e un percorso condiviso con il territorio".














