Un ponte culturale tra Genova e Londra prende forma a partire dal mare. Si è svolto ieri al Galata Museo del Marel’incontro istituzionale tra la delegazione dei Royal Museums Greenwich e i vertici di Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, al termine di due giornate di visita ai musei del sistema marittimo genovese, dal Galata al MEI Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, fino alla Lanterna.
Al tavolo del confronto erano presenti Marco Ansaldo, presidente di Mu.MA, Pierangelo Campodonico, direttore dell’Istituzione, Maurizio Daccà, presidente dei Promotori Musei del Mare, e Anna Dentoni, segretario generale dei Promotori, insieme allo staff dell’Istituzione. Per il Comune di Genova ha partecipato la consigliera Donatella Alfonso. La delegazione britannica era guidata da Paddy Rodgers, Director and Chief Executive Officer dei Royal Museums Greenwich, affiancato da Andrew Thompson, vice chairman e senior independent director del Board of Trustees, e da Cesare Vagge, research fellow in Storia contemporanea presso il Nuffield College dell’Università di Oxford.
L’incontro ha segnato l’avvio di un confronto strutturato sulle possibilità di collaborazione internazionale, con particolare attenzione ai temi dell’emigrazione e dell’immigrazione, della storia marittima condivisa, delle nuove tecnologie applicate allo shipping e ai linguaggi contemporanei della museologia.
“Genova e Londra sono due capitali”, ha dichiarato Marco Ansaldo. “Londra lo è stata per lungo tempo e lo è tuttora su scala globale; Genova lo è stata per due secoli nel Medioevo e deve tornare a essere una capitale del Mediterraneo. La visita dei vertici dei musei di Greenwich rappresenta un passaggio fondamentale per sviluppare collaborazioni, gemellaggi e progetti capaci di rafforzare il ruolo internazionale della nostra città e della Liguria”.
Sulla stessa linea Pierangelo Campodonico, che guarda a un accordo formale: “La nostra idea è formalizzare un patto di collaborazione con i Royal Museums Greenwich, come avviene tra i grandi musei marittimi internazionali. Pensiamo a mostre congiunte e a un lavoro condiviso su temi che ci accomunano, come lo sviluppo dei porti di Londra e Genova, o a una rilettura critica della storia marittima, lontana da ogni retorica nazionalista e fondata sulla cooperazione tra popoli e culture”.
Dal fronte britannico, Paddy Rodgers ha sottolineato il valore identitario del rapporto tra città e porto: “A Genova il legame tra identità urbana e porto è ancora fortemente visibile e percepibile. È qualcosa da cui anche Londra può imparare, soprattutto in un’epoca di quella che potremmo definire una “cecità oceanica”, che ci fa dimenticare quanto il mare sia stato ed è tuttora fondamentale nella costruzione delle nostre città”. Rodgers ha inoltre evidenziato l’importanza di modelli museali inclusivi e partecipativi, capaci di coinvolgere comunità diverse attraverso nuove forme di programmazione culturale.
Un contributo di prospettiva storica e geopolitica è arrivato da Cesare Vagge: “La storia marittima è, prima di tutto, una storia di cooperazione: tra Stato e impresa, ma anche tra Paesi diversi. In una fase segnata da tensioni internazionali e processi di deglobalizzazione, ripensare la narrazione del mare come spazio di scambio e interdipendenza è un compito cruciale per le istituzioni culturali”.
Nel quadro del dialogo pubblico-privato che sostiene il sistema museale genovese, Maurizio Daccà ha rimarcato come “l’alleanza tra istituzioni, mondo culturale e sostenitori privati sia decisiva per dare ai musei una dimensione internazionale”, mentre Anna Dentoni ha evidenziato che “il confronto con Greenwich apre nuove opportunità non solo sul piano scientifico e culturale, ma anche su quello dell’innovazione e della sostenibilità dei modelli museali”.
L’incontro si è concluso con l’impegno reciproco a proseguire il dialogo nei prossimi mesi, ponendo le basi per un rapporto strutturato e duraturo tra Genova e Greenwich, nel segno della cooperazione culturale internazionale e di una nuova narrazione condivisa del mare e delle migrazioni.














