La crisi dell’autotrasporto continua a mordere il tessuto economico italiano e ligure, con un numero crescente di imprese costrette a chiudere i battenti negli ultimi dieci anni. Un settore sotto pressione, stretto tra l’aumento dei costi, infrastrutture inadeguate e tempi di percorrenza sempre più lunghi, che in Liguria assumono contorni ancora più critici a causa dei cantieri autostradali permanenti.
“Negli anni la categoria dei camionisti è stata trattata come manodopera da spremere puntando alla massima produttività e al massimo profitto, con il minimo costo possibile per l’azienda - dichiara Giovanni Ciaccio, Segretario Regionale Uiltrasporti Liguria con delega Nazionale al Dipartimento Logistica e Trasporto Merci- Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una professione che non è più attrattiva”.
Il settore soffre inoltre di un diffuso dumping contrattuale, con imprese che si fanno concorrenza tra loro senza un corretto riferimento tariffario, incapaci di valorizzare adeguatamente chilometri percorsi, ore di lavoro effettive dal camionista, tempi di percorrenza, criticità infrastrutturali e reale costo del personale.
“Riteniamo che oltre a richiedere ristori al Governo per sanare bilanci messi in difficoltà da un sistema tariffario sbagliato, le imprese debbano iniziare ad applicare il giusto costo orario dell’autista, così come definito nelle Tabelle Ministeriali sul costo del lavoro, emanate nel dicembre 2025dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – prosegue Ciaccio - Questo dato non può restare indicativo, ma deve diventare reale, incrociando viaggio e ore lavorate”.
Solo riconoscendo il "costo effettivo di ogni ora di lavoro svolta sul mezzo, e aggiungendo correttamente i costi di gestione, le aziende potranno avere le risorse necessarie per pagare tutte le ore lavorate dagli autisti, comprese quelle trascorse in coda sulle autostrade, che oggi sono solo a beneficio della committenza", prosegue nella nota.
“Non è accettabile - conclude Ciaccio - che eventuali ristori per l’allungamento dei tempi di consegna non vengano redistribuiti anche ai lavoratori. I camionisti non chiedono solo una migliore qualità della vita, ma anche un giusto riconoscimento economico per le tantissime ore trascorse lontano dalla famiglia e nell’interessa dell’impresa. Non come semplice trasferta, ma come reale retribuzione del lavoro svolto”.
Secondo Uiltrasporti Liguria, un sistema equo di riconoscimento economico porterebbe a due risultati fondamentali: "rendere nuovamente attrattiva la professione dell’autista e garantire la sopravvivenza delle imprese di autotrasporto".














