Era nei depositi del Museo di Sant’Agostino. Una Madonna Immacolata di piccole dimensioni, in marmo di Carrara che accanto aveva un’immagine della casa natale di Nicolò Paganini. Un’opera modesta di fattura non particolarmente pregiata, come altre se ne possono trovare. Ma quella statua non è come le altre, è l’unica superstite di un quartiere scomparso.
È la madonnina votiva che si trovava sulla facciata della casa natale del celebre violinista, in vico Gattamorta, nel quartiere di via Madre di Dio, la zona della città vecchia demolita tra gli anni Sessanta e Settanta per far posto al Centro dei Liguri, in una delle pagine più dolorose della speculazione edilizia genovese. Ora, dopo un restauro durato da novembre 2025 a marzo 2026, finanziato dall'associazione Genova a Piedi e realizzato dalla restauratrice Emilia Bruzzo, la statua torna a splendere.
La storia di questo restauro inizia da una visita guidata. Massimo Colucci, presidente di Genova a Piedi, racconta come tutto sia cominciato: “Stavamo facendo una visita guidata con il dottor Persano, il conservatore del Museo di Sant'Agostino. Siamo capitati nei depositi e ci siamo trovati di fronte a questa madonnina. Vicino aveva una fotografia di Paganini. Ci siamo guardati e abbiamo capito subito che volevamo fare qualcosa per quella statuetta”.
La macchina si è messa in moto con rapidità: “Ho chiesto a Emilia quanto ci sarebbe voluto in termini di tempi e costi. In un paio di giorni avevamo un'idea di massima che abbiamo sottoposto al dottor Persano. Ci siamo incontrati un paio di volte, abbiamo capito insieme cosa si poteva fare e abbiamo dato il via all'iter burocratico”.
Il lavoro di Emilia Bruzzo ha richiesto rigore scientifico viste le condizioni in cui versava la statuetta. Dopo le indagini del caso che hanno permesso di scoprire uno strato di smog misto a salsedine sulla superficie del manufatto, si è provveduto alla rimozione e al consolidamento prima della stesura della cera protettiva. Le indagini condotte anche con l’uso di un microscopio a mille e seicento ingrandimenti hanno consentito una mappatura della superficie e un’analisi approfondita dell’opera.
Un intervento per molti versi più agevole rispetto al precedente restauro curato sempre da Genova a Piedi, quello dell'edicola di San Giovanni Battista in piazza Santa Croce. Come ha spiegato Colucci: “Quella statua è all'aperto, l'intervento è stato fatto in estate: era certamente più difficoltoso”.
Durante tutto il periodo del restauro, durato dal novembre 2025 al marzo 2026, i lavori sono rimasti visibili al pubblico e diversi sono stati gli istituti che hanno visitato i depositi per osservare il lavoro di restauro da vicino.
Ieri, a intervento concluso, la statua restaurata è stata presentata alla città nel corso di un incontro molto partecipato che si è aperto proprio con la visita all'Immacolata nel deposito del Museo per poi proseguire all'interno della Chiesa di Sant'Agostino con l'illustrazione dei passaggi di restauro.
L’intervento sull’Immacolata del Paganini non è il primo che l’associazione porta avanti. Un anno fa circa era stata restaurata l’edicola votiva di piazza Santa Croce con la raffigurazione di San Giovanni Battista. Una scelta precisa che sottolinea la volontà dell’associazione di individuare manufatti importanti ma soprattutto visibili alle persone.
Per Genova a Piedi, il legame con Paganini non è nuovo. In passato l’associazione ha prodotto uno spettacolo itinerante intitolato semplicemente Paganini con musica dal vivo e racconto della sua storia.
Ma questo restauro ha un peso simbolico che va oltre il musicista. Quella madonnina è l'unica cosa rimasta di un intero quartiere. Come dice Colucci: “È un po' come chiedere scusa. Per quello che è accaduto tanti anni fa”. Un'opera umile, in un marmo non particolarmente pregiato. Ma che oggi, proprio per quello che rappresenta, vale quanto qualsiasi capolavoro.

















