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Attualità | 18 aprile 2026, 10:03

“Quella rampa va demolita”: anche il Municipio interviene sul tema del moncone all’uscita dell’autostrada di Pra’

I residenti del quartiere di Palmaro continuano a temere per un eventuale raddoppio del sistema di accesso al porto. Questa sera assemblea del Comitato Palmaro su questo problema e su altre questioni del territorio. Previsto anche il rinnovo delle cariche

Il 'moncone' lasciato all'uscita del casello autostradale di Pra' (all'estrema sinistra)

Il 'moncone' lasciato all'uscita del casello autostradale di Pra' (all'estrema sinistra)

“Se quella rampa non serve per un raddoppio della viabilità, come è stato assicurato, allora anche per noi del Municipio va demolita”. Matteo Frulio, presidente del Municipio VII Ponente, lo ha detto in occasione dell’ultimo Consiglio Municipale svoltosi nei giorni scorsi nella sede di piazza Gaggero a Voltri. 

Il tema è il cosiddetto ‘moncone’ che è rimasto in opera all’uscita del casello autostradale di Genova Pra’. Era uno dei piloni su cui reggeva il vecchio impalcato per la viabilità portuale. Poi, nel momento in cui è stata creata la nuova viabilità verso lo scalo di Pra’, inaugurata nei mesi scorsi, quel pilone non è più servito, ma è rimasto lì, e allora hanno preso a circolare ipotesi di un eventuale raddoppio della viabilità, scenario che sarebbe apocalittico per il quartiere di Palmaro, dove tutto questo incide a livello materiale, oltre alle numerose altre servitù con cui questa parte di città si ritrova da decenni a dover fare i conti. 

Il Municipio, chiedendo la demolizione - che significherebbe, di fatto, la pietra tombale a ogni ipotesi di raddoppio - si è unito in questo senso alle richieste già formulate dal Comitato Palmaro, che ha chiesto formalmente chiarimenti sia ad Autostrade per l’Italia che ad Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Per il tramite della Fondazione Primavera, e in particolare del suo fondatore Guido Barbazza, già presidente del Municipio VII Ponente nel passato ciclo amministrativo, c’è stato di recente un incontro tra Fondazione stessa, il Comitato Palmaro e alcuni rappresentanti di Autorità Portuale, a cominciare dal segretario generale Tito Vespasiani

In questa occasione, è stato assicurato dall’Authority che non ci sarà nessun raddoppio ma, per il momento, la rampa non potrà essere demolita. Ecco allora che sono state fatte varie ipotesi su come riconvertire questo manufatto, compresa la creazione di una sorta di giardino pensile. Ma i cittadini non ci sentono e ribadiscono che la demolizione è l’unica via. 

Nel frattempo, per la parte sottostante ai piloni (sia il vecchio che il nuovo), torna vivo un antico progetto proprio della Fondazione Primavera, per strappare questa zona al degrado e all’abbandono attraverso la sistemazione di alcune piante e la creazione di una aiuola. Al momento, l’unica proposta recepita rispetto alle ipotesi già risalenti al 2022 è stata l’apposizione della targa con la scritta ‘Pra’ Capitale del Basilico’

Di questo tema e di molti altri si parlerà questa sera, dalle 20,30 in poi, presso la chiesetta di Villa De Mari, in occasione dell’assemblea pubblica indetta dal Comitato Palmaro. All’ordine del giorno ci sono vari punti: il tema del cavalcavia e della rampa, la viabilità del quartiere, le principali criticità e proposte per Palmaro, gli ultimi sviluppi dagli incontri istituzionali. È stato invitato anche il presidente del Municipio Matteo Frulio. Nell’occasione, si terranno anche le votazioni per il nuovo direttivo del Comitato Palmaro, che conta circa trecento simpatizzanti. 

Roberto Di Somma, combattivo e sempre appassionato presidente uscente, osserva: “Dopo otto anni lunghissimi passati a interagire con le persone, con il territorio e con tutto il Ponente, dopo molte battaglie vinte e molte più sconfitte, sabato oltre a rinnovare il comitato informeremo la popolazione per quanto riguarda gli ultimi avvenimenti che riteniamo molto importanti, uno dei quali è la vittoria del comitato sul tema delle barriere fonoassorbenti: questo è il lato positivo. Il lato negativo, invece, è quello della rampa lasciata sul cavalcavia di collegamento tra autostrada, uscita autostradale e porto. Questa rampa è stata nascosta dal verde e dalla vegetazione e nessuno se ne è mai accorto. Però sulle tavole c’era, come c’erano nero su bianco le simulazioni per il raddoppio. È colpa dei cittadini che non se ne sono accorti? Certo, i cittadini hanno la loro parte, ma le responsabilità principali se le devono prendere le istituzioni, che sono state elette esattamente per questo. Controllare e vigilare. Nessuno, invece, si vuole prendere la responsabilità di dire che questa rampa serviva per il raddoppio”. 

Una realtà che è scritta, tra gli altri, anche in un documento della Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Porta la firma del rup (responsabile unico del procedimento relativo al ‘Riassetto del sistema di accesso alle aree operative del bacino portuale di Voltri’Erica Torre e si legge: “Il Progetto Esecutivo oggetto di intervento ha previsto il mantenimento in opera della porzione di rampa in esame, al fine di un eventuale futuro raddoppio della viabilità”. Ecco perché a Palmaro le preoccupazioni rimangono altissime.

Alberto Bruzzone

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