La storia dello sport non è fatta solo di grandi imprese, ma anche della cura meticolosa con cui queste vengono tramandate di generazione in generazione. È questo il filo conduttore che unisce i due eventi che inaugureranno oggi a Genova: un omaggio al passato, al presente e al futuro del club più antico d'Italia e, più in generale, all'evoluzione della passione sportiva nel Novecento.
Nella cornice della Palazzina San Giobatta prende il via “Fondazione Genoa 1893 ETS. I nostri primi vent'anni. Attività, iniziative, mostre”, l'esposizione che ripercorre due decenni di impegno costante per la tutela dell’identità rossoblù. Nata per custodire e valorizzare la storia del club, la Fondazione ha trasformato il ricordo in un bene comune, attraverso il recupero di cimeli prestigiosi come la Challenge Cup e la gestione del Museo della Storia del Genoa, oggi punto di riferimento al Porto Antico.
La mostra si snoda attraverso parole chiave fondamentali come studiare, costruire, raccontare, riportare alla luce, coinvolgere, educare, cantare e ricordare, che riassumono l’anima del progetto. L'obiettivo non è una semplice retrospettiva, ma una dichiarazione d'intenti: “La storia non è soltanto ciò che è stato, ma ciò che scegliamo di ricordare, raccontare e tramandare. Questa mostra è il racconto di un percorso collettivo che continua a guardare al futuro mantenendo salde le proprie radici”.

Dalle istituzioni alla memoria intima dei tifosi: al Museo della Storia del Genoa debutta oggi “Album di ritagli”, una mostra realizzata con la Fototeca Rinaldi che ci riporta a un’era precedente alla digitalizzazione. Il percorso espositivo presenta una collezione di album e quaderni in cui, tra forbici e colla, i giovani appassionati del Novecento costruivano il proprio archivio personale dello sport.
Dai pionieri del ciclismo come Coppi e Bartali fino alle cronache calcistiche, queste raccolte offrono uno spaccato autentico della cultura popolare dell'epoca. Il valore di questi album risiede nella loro natura di "fotografia vernacolare": documenti nati per uso privato che oggi si rivelano essenziali per comprendere i comportamenti sociali e l'immaginario collettivo. Secondo gli organizzatori, la mostra riflette sul valore della conservazione, “mostrando come semplici materiali destinati a un utilizzo effimero siano oggi diventati documenti storici capaci di raccontare l'evoluzione dello sport, dei media e della società italiana”.














