Dopo il restauro della facciata e della pavimentazione, nuove luci illuminano la Chiesetta di Sant’Agostino della Cella, antico edificio protoromanico situato nel cuore di Sampierdarena che, secondo la tradizione religiosa, nel 725 d.C. accolse e custodì le reliquie di Sant’Agostino durante il loro trasferimento dalla Sardegna a Pavia.
Il secondo lotto dell’intervento conservativo ha permesso di dotare la Chiesetta di un nuovo impianto elettrico e di illuminazione interna, studiato per valorizzare i materiali, le nervature, gli intonaci, le decorazioni e gli arredi presenti all’interno dell’edificio.
Il restauro, coordinato dal Gruppo Culturale Amici della Cella, è stato sostenuto da Fondazione Carige per la parte muraria e da A.Se.F. Srl, l’azienda di onoranze funebri del Comune di Genova, per l’intervento illuminotecnico.
Il progetto, elaborato dal Laboratorio di Architettura e Urbanistica Braghieri, prevede anche il completo recupero del chiostro dell’antico complesso religioso, con l’obiettivo di restituire alla città un monumento strettamente legato alla storia culturale e religiosa del territorio. Il nuovo sistema di illuminazione è stato inaugurato venerdì sera alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e delle realtà coinvolte nel progetto.
La Chiesetta sorge accanto alla chiesa parrocchiale di Santa Maria della Cella, in via Giovannetti. Secondo la tradizione, le reliquie di Sant’Agostino vi furono ospitate nel 725, durante il viaggio verso Pavia disposto dal re longobardo Liutprando per sottrarle alle incursioni saracene.
Si ritiene che proprio da quel momento l’edificio, precedentemente intitolato a San Pietro, abbia assunto la dedicazione a Sant’Agostino. Nei secoli successivi il sacello venne inglobato nella struttura di un convento, in parte distrutto durante i bombardamenti che colpirono Genova nella Seconda guerra mondiale. La Chiesetta riuscì a salvarsi, rimanendo però per decenni quasi dimenticata.
“Accendere le nuove luci nella Chiesetta di Sant’Agostino significa rinnovare il desiderio che questo luogo continui a essere un punto di riferimento per la comunità parrocchiale, per il territorio e per quanti vi entreranno cercando bellezza, pace e ricchezza spirituale”, ha dichiarato don Matteo Firpo, parroco di Santa Maria della Cella.
“Ringrazio la Fondazione Carige e A.Se.F., che con grande sensibilità hanno contribuito ad aprire un percorso che ci invita a guardare lontano, il Gruppo Culturale Amici della Cella per il supporto e tutti coloro che si stanno prodigando per la realizzazione di questo progetto che ci unisce in un cammino comune”, ha aggiunto.
Alla cerimonia era presente anche Margherita Pardini, assessora alla Cultura del Municipio II Centro Ovest. “Restituire al nostro territorio e alla città la Chiesetta di Sant’Agostino significa ridare vita a un luogo che custodisce secoli di storia e di identità. La cultura nasce anche dalla cura del territorio e valorizzarlo rafforza il legame tra la comunità e le sue radici”, ha sottolineato.
Per Mirco Oriati, volontario del Gruppo Culturale Amici della Cella e sostenitore del progetto, il nuovo intervento rappresenta un ulteriore passo verso il recupero completo dell’edificio. “Festeggiamo, grazie ad A.Se.F., un altro passo avanti nel percorso che mira a riportare la chiesetta protoromanica di Sant’Agostino al suo antico splendore. È un segno di cura verso un piccolo ma importante tempio di fede, le cui pietre raccontano una storia più che millenaria, ricca di spiritualità, tradizioni e vicende umane. Un bene prezioso per tutta Genova. Speriamo che questa luce sia fonte di ispirazione per il raggiungimento di nuovi traguardi”, ha affermato.
Paolo Scovazzi, amministratore unico di A.Se.F. Srl, ha ricordato il valore storico della Chiesetta e il ruolo svolto nei secoli dagli approdi genovesi. “Genova è una città policentrica e cosmopolita. La presenza della Chiesetta di Sant’Agostino dimostra ancora una volta come la nostra città e i suoi approdi siano stati per secoli la porta d’Europa. Un re longobardo dispose che le reliquie di Sant’Agostino passassero da Sampierdarena e i suoi abitanti le accolsero con una devozione rimasta come una pietra miliare. È una vicenda straordinaria, ricca di nobili suggestioni, nella quale siamo fieri di avere un ruolo attraverso il nostro contributo”, ha dichiarato.
All’inaugurazione hanno partecipato anche Rossana Rizzuto, vicepresidente del Gruppo Culturale Amici della Cella, e Stefano Ferrajoli, titolare della ditta che ha realizzato il nuovo sistema elettrico e di illuminazione. Hanno inviato i propri saluti l’architetto Alessandro Braghieri, autore del progetto complessivo, e Grazia Di Natale, coordinatrice dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali e l’Edilizia di culto.
La Chiesetta di Sant’Agostino è visitabile. Per organizzare visite private o di gruppo è possibile contattare il Gruppo Culturale Amici della Cella all’indirizzo amicidellacella@gmail.com oppure al numero 349 7801818.





















