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Attualità | 27 agosto 2026, 16:33

Festa dell’Unità, dieci giorni a Caricamento con Schlein, Conte e Bonaccini: il Pd torna in piazza dopo nove anni

Dal 28 agosto al 6 settembre oltre venti dibattiti tra politica cittadina e temi nazionali. Tra gli ospiti anche Boccia, Guerini, Orlando, Cuperlo e la sindaca Salis. Tognoni: "Ritroviamo un partito in salute". Antoni: "Dobbiamo ripartire per vincere le politiche: da Genova un rilancio anche nazionale"

La Festa dell’Unità torna in piazza Caricamento dopo nove anni e il Partito Democratico genovese sceglie uno dei luoghi simbolo della propria storia per aprire una manifestazione che guarda contemporaneamente a tre livelli: il primo anno dell'amministrazione di Silvia Salis, l'opposizione in Regione al presidente Marco Bucci e la costruzione della proposta nazionale del centrosinistra in vista delle prossime elezioni politiche.

Da domani, venerdì 28 agosto, fino a domenica 6 settembre (qui il programma completo: https://pdgenova.it/festa-unita/programma-FDU-Genova-2026.pdf) , saranno dieci giorni di dibattiti, incontri e socialità, con oltre venti appuntamenti e numerosi ospiti nazionali. Un ritorno nel centro della città che assume anche un significato politico preciso: l'ultima Festa dell'Unità a Caricamento risale infatti al 2017, l'anno della sconfitta del centrosinistra alle Comunali e della prima elezione di Bucci a sindaco. Nove anni dopo il Pd torna nella stessa piazza forte della riconquista di Tursi con Salis e con l'obiettivo dichiarato di utilizzare la Festa anche come terreno di confronto sul futuro della coalizione progressista.

A presentare questa pomeriggio la manifestazione, mentre in piazza proseguono gli ultimi preparativi, sono stati il segretario del Pd genovese Francesco Tognoni e il responsabile organizzazione Gianfranco Antoni. "Siamo alla vigilia dell'inizio: saranno dieci giorni, dal 28 agosto al 6 settembre, di dibattiti, smocialità e convivialità", spiega Tognoni. "Cercheremo di affrontare una varietà di temi, sia di carattere locale, che riguardano la città e l'amministrazione, sia di carattere regionale sulla nostra sfida di opposizione al governo di Marco Bucci, sia di carattere nazionale e internazionale".

Casa, lavoro, sanità, scuola e università, sicurezza, transizione energetica, infrastrutture, porti, mobilità, intelligenza artificiale, diritti civili e politiche dell'abitare saranno alcuni dei temi al centro del programma. Una Festa che arriva, peraltro, nel pieno del confronto politico genovese su alcune delle questioni più calde di queste settimane, a partire dalla mobilità e dal futuro del trasporto pubblico. "Affronteremo una complessità di temi anche sulle infrastrutture e sul modello di sviluppo della città", aggiunge Tognoni. "Torniamo in centro dopo tanti anni che non eravamo più in questa piazza. L'ultima Festa a Caricamento è stata nel 2017. In questi anni abbiamo adottato modelli diversi, itineranti, per presidiare anche vari quartieri della città. Ritenevamo che quest'anno, poco più di un anno dalla vittoria delle elezioni comunali, fosse importante tornare a presidiare anche una piazza così centrale. Tra i temi che affronteremo ci saranno anche quelli più di attualità, che riguardano i dibattiti di questi giorni".

Il ritorno a Caricamento diventa così anche l'occasione per il Pd di fare il punto sul proprio stato di salute dopo gli anni trascorsi all'opposizione a Tursi. "Genova ritrova un partito in salute", rivendica il segretario dem. "Rispetto all'ultima Festa dell'Unità, quella del 2017, avevamo perso le elezioni comunali ed era stato eletto Marco Bucci per la prima volta. Dopo nove anni siamo tornati a vincere le elezioni comunali. Trova un partito in salute che, grazie anche a un grande entusiasmo dei volontari e al grande lavoro di Gianfranco Antoni, è riuscito a rimettere in piedi una Festa dell'Unità ricca e con tanti ospiti". "Sono stati anni di lavoro, anni intensi, con tante competizioni elettorali, culminate con l'ultima, che è stata una bella vittoria, quella di Silvia Salis", prosegue. "Una vittoria che ha visto anche un Partito Democratico protagonista, sia in termini di consenso elettorale sia di partecipazione politica".

Il programma porterà a Genova diversi protagonisti nazionali del centrosinistra. Stefano Bonaccini è atteso sabato 29 agosto alle 21; lunedì 1° settembre, alle 20.30, arriveranno la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein e Francesco Boccia. Il 3 settembre alle 21.15 sarà invece la volta del presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, insieme ad Andrea Orlando, mentre il 4 settembre sarà presente l'ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

Sabato 5 settembre l'europarlamentare Brando Benifei interverrà nel confronto dedicato a intelligenza artificiale, lavoro e democrazia, mentre domenica 6 settembre Gianni Cuperlo chiuderà la Festa con un appuntamento dedicato a frontiere e migrazioni.

Due momenti saranno poi espressamente dedicati al governo della città: l'apertura di venerdì sarà l'occasione per tracciare un primo bilancio dell'amministrazione Salis, mentre mercoledì 2 settembre sarà la stessa sindaca Silvia Salis a confrontarsi sul tema dell'amministrare Genova.

La presenza di Schlein e Conte proietta inevitabilmente la Festa anche verso le prossime elezioni politiche e dentro il confronto sulla costruzione del cosiddetto campo largo, a partire dalla scelta della leadership della coalizione. "Sicuramente sarà un tema all'ordine del giorno, con i tanti ospiti nazionali che avremo", osserva Tognoni. "Ci sarà la nostra segretaria nazionale, ci sarà il nostro presidente del partito Stefano Bonaccini, faremo un dibattito con Giuseppe Conte, quindi aprendoci sui temi nazionali anche alle altre forze dell'opposizione. La data delle elezioni non è ancora determinata, però è evidente che sarà uno dei temi che tratteremo durante la nostra Festa".

Sul nodo delle primarie e della scelta del candidato alla guida del centrosinistra, Tognoni invita ad accelerare. "Come abbiamo sempre detto, è un tema che riguarda i leader dei partiti, i leader della coalizione del centrosinistra. Riteniamo che sia importante lavorare in fretta su questo tema, per trovare un metodo, una persona che possa guidare la nostra coalizione, ma poi soprattutto per andare a qualificare i temi sui quali la nostra coalizione ha già trovato una sintesi". "Sono i temi del lavoro, della sanità, della possibilità per i giovani di rimanere in Italia. Ci sono tanti temi sui quali la nostra coalizione e le forze con cui governiamo insieme la nostra città siamo d'accordo. In questo anno l'abbiamo dimostrato e crediamo che la Festa sia anche un momento per evidenziarlo".

A entrare nella Festa sarà anche il caso Amt, che negli ultimi giorni ha acceso il confronto politico attorno alle ipotesi di riduzione del servizio urbano ed extraurbano. Tognoni rivendica la necessità di tenere unito il partito anche davanti a una partita che definisce complessa, indicando però precise responsabilità politiche nella situazione ereditata dall'attuale amministrazione. "La richiesta che arriva dagli iscritti è una richiesta di unità, che sentiamo nostra e per la quale lavoriamo quotidianamente", spiega. "Anche sul tema della mobilità, che ha segnato gli ultimi giorni, siamo davanti a una situazione difficile. Riteniamo che le responsabilità della situazione estremamente complessa che ci è stata lasciata siano chiare e vadano identificate nell'ex sindaco e oggi presidente della Regione Marco Bucci. Continueremo a ribadirlo, non per sgravarci dalle responsabilità che sentiamo nostre e per le quali siamo al fianco del grande lavoro che sta facendo l'amministrazione comunale, ma perché riteniamo giusto che i cittadini sappiano la verità su come si sono determinate certe situazioni".

Rispetto alle ipotesi di taglio alle linee e alle corse, ancora al centro del confronto tra Comune e azienda, la posizione del Pd genovese è quella di chiedere di ridurre il più possibile l'impatto sul servizio. "La nostra richiesta è quella che ha già espresso l'amministrazione: lavorare il più possibile per limitare questi tagli", prosegue Tognoni. "È evidente che sia in corso un lavoro anche alla ricerca di risorse per ridurli il più possibile. Sappiamo che in questi giorni si sta facendo un lavoro faticoso e impegnativo e siamo convinti che si arriverà al miglior risultato possibile alle condizioni date, che non sono semplici e derivano da un'oggettiva difficoltà della situazione ereditata". Sul caso del sindaco di Campomorone Giancarlo Campora, che ha rimesso le proprie deleghe in Città Metropolitana dopo le tensioni nate proprio attorno al dossier del trasporto pubblico, Tognoni lascia aperta la porta a un ricomponimento. "Sicuramente ci sentiremo nei prossimi giorni e, come ho già detto, spero che ritorni sulla sua decisione di rimettere le deleghe. Giancarlo ricopre deleghe importanti all'interno della Città Metropolitana, sulle quali riteniamo sia importante continuare a presidiare e svolgere un lavoro significativo".

Nel racconto del ritorno a Caricamento, tornando sulla Festa, entra inevitabilmente anche il rapporto con la precedente amministrazione comunale. Tognoni parla di "rigidità da parte dell'amministrazione di allora di centrodestra" che avrebbero impedito negli anni scorsi di riproporre la Festa con questa formula. "Crediamo che, a prescindere dal fatto che la Festa sia nostra, per ogni forza politica sia importante avere uno spazio dove ci si possa esprimere", sottolinea. "Questa è una piazza nella quale storicamente, dopo la Festa di piazzale Kennedy, siamo stati per una ventina d'anni. Siamo contenti di poter essere qui e di avere anche un palcoscenico per raccontare alla città quelle che sono le nostre idee, i nostri progetti e fare un resoconto del lavoro che abbiamo fatto in questo anno".

Ancora più netto è Gianfranco Antoni, memoria storica dell'organizzazione delle Feste dell'Unità genovesi e iscritto al partito dal 1975. Il suo racconto parte dalle grandi manifestazioni di piazzale Kennedy e della Fiera per arrivare al significato politico dell'edizione 2026. "Il ricordo delle Feste precedenti richiama modalità organizzative, popolo e consenso assolutamente diversi", racconta. "Le prime Feste sono quelle di piazzale Kennedy, quelle della Fiera di Genova, con tantissimi stand e delegazioni estere. Si è partiti da lì non a caso, perché questa è un'esperienza di radicamento politico sul territorio".

Anche Antoni torna sul 2017. "Era un periodo critico per il partito, avevamo perso l'amministrazione comunale. L'atteggiamento di Bucci era molto ostile e questa è una cosa che critico ancora oggi, perché non è equilibrato e democratico avere un atteggiamento di attacco nei confronti del partito di opposizione. Abbiamo dovuto aspettare nove anni e siamo arrivati al 2026".

Oggi, sostiene, il clima è profondamente diverso. "Quando a febbraio ho cominciato a parlare del fatto che avremmo rifatto la Festa, il clima tra i nostri iscritti, simpatizzanti e nei circoli era estremamente positivo, di grande speranza. Questa piazza è un simbolo, perché la comunità politica che rappresentiamo sentiva il bisogno di darsi un'identità e per noi, notoriamente, la Festa dell'Unità è il momento dell'identità".

Un'edizione che, nelle intenzioni degli organizzatori, punterà soprattutto sul confronto politico. Non sono previsti appuntamenti musicali, mentre saranno circa 24-25 i dibattiti distribuiti nei dieci giorni. E Antoni non nasconde l'ambizione di trasformare la Festa genovese in un punto di partenza anche per la sfida nazionale. "Vogliamo approfittare, in vista delle Politiche e delle prossime scadenze, per fare politica. Dieci giorni e 24-25 dibattiti sono un'occasione per ripartire", afferma. "Dobbiamo ripartire per vincere le Politiche, per dare un programma al campo largo, per trovare finalmente il tema del leader, per chiudere questa partita e andare al governo. Quindi parte da Genova un rilancio anche nazionale, consentito anche dalla bella esperienza della Salis".

Accanto alla politica resterà però centrale la dimensione popolare e comunitaria della Festa. Per tutti i dieci giorni sarà attivo il ristorante Mare e Monti, mentre torneranno le tradizionali focaccette di Crevari.

La macchina organizzativa è già in movimento: in questi giorni sono tra le 50 e le 100, ma anche oltre, le persone impegnate nell'allestimento, ma nel corso della manifestazione i volontari coinvolti complessivamente saranno diverse centinaia, considerando cucina, servizio ai tavoli, bar, accoglienza, vigilanza e tutte le attività necessarie al funzionamento della Festa. "Le focaccette di Crevari sono un'esperienza cittadina riconosciuta da tutti e ci aspettiamo soprattutto tanti giovani", spiega Antoni. "Complessivamente parliamo di qualche centinaio di volontari. Un numero preciso non lo sappiamo perché non facciamo veri e propri turni: se si è in più si lavora meno, se si è di meno si lavora di più. Questa è la filosofia con cui lavoriamo durante la Festa".

Dieci giorni, dunque, nei quali il Pd genovese proverà a tenere insieme il bilancio della riconquista di Tursi, il confronto sul futuro della città e della Regione e la partita nazionale del centrosinistra. Ripartendo proprio da piazza Caricamento, lasciata nel 2017 dopo una sconfitta elettorale e ritrovata nove anni dopo in una fase politica completamente diversa.

Federico Antonopulo

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