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La musica che ci gira intorno | 10 ottobre 2026, 08:00

La musica che ci gira intorno - Alessia Elg, l’unica genovese in finale a Genova x Voi: “Le mie canzoni sono tutte parti di me”

La cantautrice è tra gli otto finalisti selezionati su oltre quattrocento partecipanti. Sul palco della Claque porterà due brani: "Scrivere per altri mi ha aperto un mondo"

La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.

È Alessia Garbugino, in arte Alessia Elg, l'unica genovese tra gli otto finalisti di Genova per Voi 2026, il concorso nazionale dedicato agli autori di canzoni: un percorso che affianca alla selezione laboratori di scrittura e formazione professionale. La finale della tredicesima edizione si terrà sabato 10 ottobre, alle 21, alla Claque, dove ciascun finalista presenterà un proprio brano e ne affiderà un altro a un giovane interprete ligure. 

Per Alessia, arrivata in finale su oltre quattrocento partecipanti, è una tappa importante di un percorso che unisce il progetto solista alla scoperta della scrittura per altri. "Amo quello che faccio, amo scrivere e ho scoperto che mi piace anche scrivere per altri".

Studia canto da quasi dieci anni, ma da poco più di uno ha trasformato quella passione in un progetto concreto: sei brani da solista, "Guardami" in collaborazione con l'amico e collega Pauz, due canzoni oltre i centomila ascolti e punte di quarantacinquemila ascoltatori mensili su Spotify.

Per anni, però, qualcuno le ha fatto notare quasi come un difetto che scriveva tante canzoni, magari belle, ma molto diverse tra loro. "Mi veniva detto che avrei dovuto scegliere una strada. Io, però, mi chiedevo: come faccio a scegliere? Sono tutte queste cose. Perché dovrei smettere di scrivere una canzone pop o una ballata? Sono tutte parti di me".

Da quella domanda è nata la vocazione autoriale. "Recentemente ho pensato: perché non scriverle per qualcun altro? Alcuni pezzi, magari, non li canterei mai personalmente, ma perché buttarli via o tenerli soltanto come esercizi? Posso dar loro vita affidandoli ad altri. Così è nata anche la passione per il lavoro autoriale".

A darle la spinta sono stati i master di Casa Musica con Federica Abbate. "Si simulano vere e proprie sessioni di scrittura: veniamo divisi in gruppi e scriviamo una canzone in due giorni. Mi si è aperto un mondo e ho deciso di provare a partecipare a Genova per Voi. È andata bene: sono tra gli otto finalisti, su oltre quattrocento partecipanti, e sono l'unica genovese".

Una presenza che la porta anche a fare da guida agli altri partecipanti. Alla domanda se si senta un po' ambasciatrice della città, risponde ridendo: "Esatto! Qui faccio da Google Maps: accompagno tutti da una parte all'altra, come un cane da pastore. Mi chiedono sempre dove siano i posti".

Le giornate del concorso sono soprattutto un'occasione di confronto. "Stiamo passando giornate bellissime, completamente immersi nella musica. Una delle cose più belle che un artista possa fare è trascorrere del tempo con persone che hanno la sua stessa passione. Ognuno la vive in modo diverso e ha un punto di vista differente: questo confronto è fantastico".

Contano molto anche i tutor, tra cui Emanuele Dabbono: "Hanno molta esperienza, ci seguono e ci danno tanti consigli. Si è creato un bell'ambiente: ceniamo insieme, ridiamo, scherziamo. C'è proprio un'aria di famiglia, ed è bellissimo, soprattutto in un contest che, in teoria, è una gara. Noi lo stiamo vivendo molto come una famiglia".

In finale Alessia porta due canzoni d'amore, diverse per tono e prospettiva. La prima, "Non è il tuo forte", sarà interpretata da Angelica Mollica, che ha partecipato anche allo Schoolvision di quest'anno. "È dedicata un po' a tutte quelle persone per le quali noi artisti scriviamo canzoni, curando ogni dettaglio perché siamo innamorati. Costruiamo una bella melodia e poi loro, quando mettono il pezzo in macchina, lo stonano dall'inizio alla fine. Il senso è: io ti scrivo le canzoni, ma lasciale cantare a me, perché non è il tuo forte".

La seconda, "Se fosse un casting", la canterà lei: "Parla di quelle storie d'amore in cui ti guardi intorno, vedi le relazioni degli altri che sembrano normali e poi ci sei tu, con la tua storia tutta al contrario, e ti chiedi: ma che cosa stiamo facendo? Però sei comunque innamorata. Sono entrambe canzoni d'amore".

Tra le sue ispirazioni, un posto centrale spetta a Madison Beer. "È il mio grande amore musicale, che seguo da parecchi anni. In particolare, l'album 'Life Support' mi ha quasi cambiato, salvato la vita. È uscito durante il Covid, un periodo che ho vissuto molto male. Sono una persona socievole: anche come artista mi piace stare in mezzo agli altri e condividere. Ero al primo anno di liceo classico e avevo appena iniziato a costruire le mie amicizie. Ritrovarci improvvisamente tutti chiusi in casa è stato pesante".

Il ricordo dell'ascolto è ancora preciso: "Quando è uscito l'album, l'ho ascoltato di notte: il giorno dopo avevo un'interrogazione di greco in Dad e io ero a letto, piangevo e ascoltavo quei pezzi. Per me sono bellissimi e affrontano temi profondi: il dubitare di se stessi, il non sentirsi parte di un luogo nonostante le persone che si hanno intorno, ma anche argomenti più leggeri, come l'amore".

Accanto a Madison Beer ci sono Billie Eilish, Jennie delle BLACKPINK e un amore musicale che risale all'infanzia. "Mi piace molto anche Billie Eilish: i suoi testi, a volte impegnati, hanno una chiave un po' dark, e anche quando parla d'amore c'è qualcosa di misterioso che mi ha sempre affascinata. Poi c'è Jennie delle BLACKPINK: mi interessano sia il suo immaginario visivo sia le sonorità del suo album solista. Da piccola, inoltre, amavo da morire Michael Jackson. Secondo me qualcosa di quel mondo mi è rimasto".

Intanto prosegue il progetto solista, preceduto da una prima esperienza con un altro nome. "Avevo pubblicato una canzone anche nel 2024, se ricordo bene, su un altro profilo, che si chiamava Bora. Poi, per varie peripezie, quel progetto è rimasto lì. Da un anno e qualcosa ho iniziato a pubblicare con il progetto attuale. La musica evolve continuamente e già nell'ultimo anno sento di essere cambiata molto, anche attraverso le esperienze della mia vita personale".

Da poco lavora con un nuovo producer a Milano. "È forse un salto di qualità, perché posso andare in studio e mettere mano anche alla produzione, seguendo il progetto più a trecentosessanta gradi. Ci sono sicuramente nuove uscite in programma e stiamo lavorando ad altro materiale. Il progetto solista non si ferma: la musica è un po' il motore della mia vita e non potrei decidere di fermarla. Il lato autoriale si aggiunge, per completare il tutto".

Il legame con Genova porta anche a confrontarsi con la tradizione cantautorale della città, spesso raccontata attraverso figure maschili. Alessia guarda a quell'eredità con rispetto e con il desiderio di contribuire al suo rinnovamento. "Sicuramente è un'eredità da considerare. Da un certo punto di vista si cerca di rispettare chi è venuto prima, di fare sempre meglio e di essere all'altezza. Allo stesso tempo, però, la musica evolve e ha bisogno di cambiamento. Non possiamo restare ancorati agli ideali o agli standard del passato: servono nuove generazioni e punti di vista differenti, maschili e femminili. Trovo una gran figata che ci si impegni a portare avanti la scuola genovese anche attraverso le nuove generazioni e il cantautorato di oggi".

Il concorso prevede anche una targa SIAE per un'autrice: un riconoscimento che offre l'occasione per riflettere sulla presenza femminile nella scrittura musicale. "Per me è innanzitutto un onore. Quest'anno, tra gli otto finalisti, ci sono soltanto tre uomini, nonostante ci abbiano detto che le donne fossero circa un terzo degli iscritti iniziali. Quindi siamo arrivate, ci siamo fatte largo. Penso sia importante anche dimostrare che non siamo soltanto le ragazzine che piangono subito o che sono molto sensibili. Abbiamo un punto di vista forte e sappiamo farci valere. È un onore poter essere la voce anche di altre ragazze e, magari, un modello anche per altri ragazzi".

Quanto alla propria esperienza, Alessia racconta di aver trovato sostegno. "Sono stata fortunata. Ho sempre incontrato anche uomini molto felici di avere una presenza femminile nel team, che non hanno mai cercato di imporsi come capi. Nel mondo della musica, personalmente, non ho mai incontrato qualcuno che cercasse di limitarmi in quanto donna. Mi rendo conto, però, che è qualcosa che accade, ed è giusto continuare a battersi".

Chiara Orsetti - Isabella Rizzitano

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