La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.
Prima hanno avuto le chiavi, poi hanno dovuto capire cosa farne. È da qui che parte la storia dell’Amplificatore Integrato di piazza De Caroli, a Teglia, dove negli ultimi anni un gruppo di ragazzi ha trasformato una vecchia sala prove in uno spazio per musica, podcast, eventi e produzioni.
L’Amplificatore Integrato nasce nei primi anni Duemila all’interno di un centro di aggregazione rivolto ai ragazzi tra i 15 e i 18 anni. Al piano superiore ci sono gli spazi per le attività, una sala prove insonorizzata e una radio web. Le tecnologie cambiano, cambiano i linguaggi e cambiano le generazioni, ma quello spazio rimane.
Il problema arriva quando i primi frequentatori diventano maggiorenni. I servizi rivolti ai minorenni non possono essere utilizzati nello stesso modo e interrompere il percorso avrebbe significato perdere una relazione costruita negli anni. La cooperativa sceglie così una strada diversa: alcuni ragazzi diventano soci volontari e possono utilizzare gli spazi anche quando gli educatori non sono presenti.
Nel 2019 nasce il primo gruppo, i Due Deca. Poi arriva una nuova generazione, più giovane e vicina al rap e alla musica urbana. La vecchia sala prove viene progressivamente smontata e ripensata. I ragazzi vogliono uno studio di registrazione e la risposta degli educatori è semplice: "fatelo voi".
Così iniziano i lavori. Sistemano gli ambienti, intervengono sulla struttura e imparano a gestire lo spazio. Oggi il progetto ruota intorno a tre attività: studio di registrazione, podcast ed eventi.

"Quello che vogliamo fare è sia guadagnarci qualcosa noi, per fare un fondo cassa, ma soprattutto rendere la registrazione accessibile", raccontano. L’idea è chiedere un rimborso spese contenuto e reinvestire quanto raccolto in nuova attrezzatura, così da rendere lo studio utilizzabile anche da altri ragazzi. Il primo cliente dovrebbe arrivare proprio in questi giorni.
Nel frattempo è nato anche Seventeen Pods, progetto curato da Seventeen Studio e selezionato da Palazzo Ducale nell’ambito di Generazione Ducale, tra circa quaranta candidature. Sono cinque i progetti under 35 scelti dalla call, che saranno sviluppati tra settembre 2026 e febbraio 2027. Seventeen Pods propone tre incontri dal vivo dedicati alla scena musicale e ai suoi protagonisti. I contenuti saranno registrati, editati e trasformati in podcast, dando vita a una piattaforma permanente sulla contemporaneità giovanile, con temi che dalla musica si estendono alla dimensione sociale.
Per arrivare fin qui, però, hanno dovuto imparare facendo. "Non avevamo idea di come organizzare un evento o di come partecipare a un bando", spiegano. Il primo tentativo è servito a capire il meccanismo; poi è arrivata la selezione e un finanziamento di circa 4 mila euro, destinato in parte agli artisti e in parte alla strumentazione.
Prima ancora del progetto al Ducale c’era stato un altro banco di prova: un grande evento a Begato, organizzato dai ragazzi insieme alla cooperativa e ad alcune realtà del territorio. Un’occasione per misurarsi con tutto quello che sta dietro a un appuntamento musicale, dalla programmazione alla gestione.
È anche questo uno degli aspetti centrali dell’esperienza dell’Amplificatore. La musica è il punto di partenza, ma attorno alla sala di registrazione sono arrivate competenze diverse: organizzare un evento, scrivere un progetto, partecipare a un bando, gestire un budget, lavorare con gli artisti e occuparsi della comunicazione.
Il percorso non è stato lineare. Ci sono state discussioni, momenti di rottura e difficoltà anche nel rapporto con gli educatori. "Quelle litigate sono servite a tutti. Ci hanno fatto maturare e oggi siamo sempre più uniti", raccontano.

Oggi alcuni studiano, altri lavorano o cercano un’occupazione. Qualcuno ha lasciato la scuola, qualcun altro continua il percorso di studi. E non tutti vivono più in Valpolcevera: alcuni si sono trasferiti, ma continuano a tornare in piazza De Caroli. "Per me è stata un’opportunità anche di crescita. Mi ha aiutato soprattutto a capire delle cose su di me, ma anche a comprendere gli altri", racconta uno dei ragazzi.
Per gli educatori, lasciare le chiavi a ragazzi di 19 o 20 anni è stata una scommessa. Significava accettare che qualcosa potesse andare storto e lasciare spazio all’autonomia. La parte gestita dai soci volontari resta distinta dalle attività istituzionali della cooperativa, ma le due dimensioni convivono nello stesso luogo. Qui trovano spazio anche progetti rivolti agli adolescenti, come RAGE, dedicato al benessere psicologico e all’espressività urbana.
Gli operatori lo definiscono un "luogo crossover": esperienze diverse che si incontrano e uno spazio che i ragazzi utilizzano e contribuiscono a trasformare. Durante l’estate sono rimasti anche ad agosto per lavorare agli ambienti, imbiancare e intervenire sui problemi di umidità.
Adesso il gruppo sta allargando ulteriormente le proprie competenze. Nel progetto è entrata Iba, che studia per lavorare come social media manager e sta costruendo il proprio portfolio attraverso le attività dell’Amplificatore. Sono inoltre previste occasioni di formazione e collaborazioni sulla comunicazione e sui social.
Il risultato, quindi, non è soltanto una sala trasformata in studio. È un gruppo che ha imparato a fare cose che prima non sapeva fare, attraverso tentativi, errori e responsabilità concrete. "Quello che ci ha portato fino a qua oggi è stata la voglia di riscatto. Fare qualcosa di diverso, migliorare, per un futuro, per fare quello che ci piace".




















