a musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.
Del concerto si sa poco o nulla. Non si conosce il luogo, non si sa chi si esibirà sul palco fino a poco prima dell’inizio del live.
Un’aura di mistero che, in quattro anni, ha coinvolto quasi duemila persone, capaci di ascoltare novanta artisti provenienti da tutta Italia.
Se si cercasse di raccontare Sofar Genova con i numeri, questi sarebbero quelli da cui partire. Ma un movimento culturale come quello che la neo costituita associazione Sommersa porta avanti da quattro anni non è ascrivibile a un mero conto. In ballo ci sono numerosi elementi che stanno contribuendo a far crescere sempre più l’attenzione verso il format.
Nato a Londra nel 2009, Sofar Sound è arrivato a Genova nel 2022 e da quel momento ha portato cantanti a esibirsi in luoghi suggestivi che, spesso, non sono i luoghi della musica per antonomasia.
A raccontare la nascita del progetto sono Stefano Pulcini e Paolo Nunziante, oggi membri di Sommersa, fondatori di Sofar Genova insieme a Filippo Giglione e a Edoardo Navone.
“Sofar è un format di concerti segreti che nasce a Londra” raccontano Pulcini e Nunziante.
Concerti intimi in cui la sorpresa è parte integrante dell’esperienza: chi vuole partecipare si registra attraverso i canali del progetto, viene selezionato e riceve informazioni sulla location soltanto poco prima dell’evento. Gli artisti, invece, restano sconosciuti fino al momento dell’esibizione. Una formula che, nella sua semplicità, ribalta le abitudini del pubblico: non si scegli un concerto perché si conosce già chi suonerà, al contrario ci si mette in ascolto, lasciandosi sorprendere.
In quattro anni Sofar Genova ha ospitato circa 90 artisti e coinvolto approssimativamente 1.800 persone, attraverso eventi raccolti in spazi che possono accogliere dai 30 ai 50 spettatori.
Una dimensione ridotta che è parte essenziale dell’identità del progetto: la vicinanza fisica permette di seguire le esibizioni in un contesto lontano dalle dinamiche dei grandi concerti.
“La cosa più bella è che hai davanti un pubblico non solo curioso e attento, ma zitto che ti ascolta - raccontano - Non sono i tuoi fan, hai davanti 30 persone mute che non sanno chi sei, non sarebbero mai venute a un tuo concerto, ma ascoltano quello che hai da dire”.
È proprio questo uno degli aspetti che gli organizzatori considerano più importanti: creare situazione in cui un artista possa presentarsi a persone che non lo conoscono, senza dover conquistare un pubblico già fidelizzato. E i posti disponibili, raccontano, si esauriscono spesso già il giorno stesso.
Nel corso degli anni, tra gli artisti passati dagli appuntamenti genovesi ci sono stati Olly, Zibba, Federico Dragogna dei Ministri, Alice Fregoso, nelle ultime settimane protagonista a X Factor, Matteo Alieno ed Edoardo Chiesa.
Anche gli spazi scelti per accogliere i Sofar contribuiscono a definire l’identità degli appuntamenti. Giardini privati, piccoli teatri, terrazze e anche palazzi storici.
“La location più bella in cui abbiamo portato Sofar forse è Palazzo della Meridiana. Suonare in un palazzo del 1500 è stato bellissimo” raccontano ancora ripercorrendo poi il lungo elenco di luoghi che hanno accolto i concerti segreti: “Il secondo Sofar è stato al Trinità; abbiamo portato i concerti al Maddalive, nel giardino del nostro fonico”, ma l’elenco è lungo e comprende, tra gli altri, anche Alle Ortiche. Lo spirito, però, è sempre lo stesso: far incontrare musica e spazi della città in luoghi che il pubblico potrebbe non avere occasione di frequentare.
Il format, nato anche come esperienza domestica, a Genova deve fare i conti con le difficoltà pratiche di trovare abitazioni adatte, con dimensioni sufficienti e vicini disponibili. Per questo il progetto cerca occasioni di collaborazione con realtà culturali e sociali del territorio. Nel tempo ha lavorato, tra gli altri, con Book Pride, Casa Famiglia San Benedetto e il Genoa, oltre che con realtà e organizzazioni legate alla scena musicale come Balena Festival e Pioggia Rosa Dischi.
La selezione degli artisti punta, quando possibile, a costruire serate variegate, capaci di accostare generi e linguaggi differenti. “Ci piace l’idea di mettere la techno con il cantautore, con il rapper”, spiegano. Un obiettivo che non sempre riesce, ma che restituisce la volontà di non trasformare gli appuntamenti in rassegne omogenee o prevedibili.
Sofar Genova è oggi legato all’associazione Sommersa, nata per dare una struttura organizzativa a un’attività che inizialmente era partita senza una forma associativa.
Sommersa è formata da Stefano Pulcini, presidente, Paolo Nunziante, segretario, Marta Bacigalupo, vicepresidente e presentatrice delle serate, e Silvia Carta Genova, a cui si aggiungono Giovanna Vittoria Ghiglione ai social e Gabriele Pallanca, assieme a Daniele Troilo ai suoni.
Gli eventi sono riservati ai soci, che, al momento del tesseramento, versano 10 euro al primo appuntamento a cui partecipano. L’associazione non ha fini di lucro e le risorse raccolte servono a sostenere i costi organizzativi.
Gli artisti ricevono un rimborso, mentre il progetto mette a disposizione una produzione audio e video professionale, destinata anche al canale internazionale Sofar, che offre loro un’opportunità di visibilità. Ogni concerto richiede infatti di allestire l’attrezzatura nel luogo scelto, costruendo di volta in volta le condizioni tecniche necessarie.
I primi appuntamenti sono stati realizzati con un autofinanziamento di quello che oggi è il direttivo perché le offerte, a volte anche generose, non bastavano a coprire i costi. Una collaborazione con il Genoa ha contribuito a dare respiro economico all’attività, mentre la rete nazionale di Sofar permette ai gruppi delle diverse città di condividere contatti, artisti e spese di viaggio. In Italia sono attivi progetti a Genova, Milano, Brescia, Padova, Torino, Pisa, Trento e Roma.
Ma l’orizzonte di Sommersa potrebbe andare oltre i concerti segreti. “C’è la visione di organizzare cose diverse da Sofar in futuro, e un po’ lo stiamo già facendo”, spiegano Nunziante e Pulcini. Tra le idee c’è quella di realizzare un piccolo festival, possibilmente in autunno, per uscire dalle dinamiche della stagione estiva e costruire un appuntamento aperto a un pubblico più ampio.
Nel frattempo, il progetto continua a puntare sulla dimensione intima dei suoi concerti e sulla possibilità di incontrare la musica senza sapere già cosa si sta cercando. In un panorama in cui spesso sono i nomi e i numeri a guidare le scelte, Sofar Genova scommette ancora sull’ascolto: entrare in un luogo sconosciuto, sedersi tra poche decine di persone e lasciare che siano le canzoni a presentare chi le ha scritte.

















