La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.
Concerti, teatro e laboratori tra Cornigliano e Voltri, per ampliare l’offerta culturale del Ponente e costruire occasioni di partecipazione per chi lo abita. Riparte domenica 18 ottobre, con il concerto gratuito della cantautrice statunitense Laura Stevenson a Villa Durazzo Bombrini, la programmazione autunnale di P.A.L.C.O. - Periferie Attive, Luoghi, Culture, Opportunità. Alla seconda edizione, il progetto curato da Lilith Associazione Culturale proseguirà fino a dicembre, spostandosi anche al Teatro del Ponente di Voltri.
Dietro il calendario c’è un lavoro che tiene insieme spettacolo dal vivo, storia dei quartieri e accessibilità. A raccontarlo è Cristina Nicoletta, di Lilith, che individua nelle trasformazioni del Ponente una delle ragioni per cui intervenire proprio qui: "L’idea è dare spazio al Ponente genovese, un territorio che forse più di ogni altro in città ha vissuto trasformazioni radicali. La sua vocazione operaia, industriale e cantieristica è ancora viva, ma accanto a questa esiste un grande fermento culturale, una scena underground che ha bisogno di emergere e di farsi conoscere anche da chi abita altrove. Allo stesso tempo, chi vive qui deve poter partecipare ad appuntamenti di respiro nazionale e internazionale".

Un territorio in cui dimore nobiliari, edifici residenziali e case popolari raccontano epoche e comunità diverse, accanto alle attività industriali e portuali. Da quattro anni la cornice del Lilith Festival è proprio Villa Bombrini, e lavorare in questi spazi significa proseguire una scelta già avviata: "Da tempo cerchiamo di unire la promozione culturale alla riqualificazione urbana, valorizzando le artiste, la musica d’autore e la scena underground. Nel Ponente questo lavoro incontra luoghi particolari: ville storiche che convivono con edifici dei primi del Novecento e case popolari costruite durante il boom economico. È un territorio complesso, la cui storia non è immediatamente leggibile".
La rassegna è realizzata con Società per Cornigliano, Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, Associazione Metrodora e Flamingo Records, con il sostegno del Comune di Genova e del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo. Una rete che ha già lavorato alla fase estiva a Villa Rossi, a Sestri Ponente, e che ora accompagna il passaggio negli spazi di Cornigliano e Voltri.
Uno dei nodi su cui Nicoletta insiste è il coinvolgimento delle persone che abitano questi quartieri, a partire dalle comunità con background migratorio. Un obiettivo che richiede un lavoro ulteriore rispetto alla costruzione di un cartellone: "Vorremmo coinvolgere sempre di più quelle che vengono definite comunità straniere, anche se secondo me questa espressione non ha più molto senso: sono le nuove comunità genovesi. Devo ammettere che siamo ancora lontani dal riuscire a coinvolgerle pienamente. Costruire qualcosa insieme alle persone che vivono in questa parte della città è un obiettivo che ci siamo dati, ma richiede un lavoro di relazione e di conoscenza reciproca".
Un primo terreno di incontro sarà "Silent Flex", che intreccia linguaggi della scena urban e partecipazione dei più giovani. Nicoletta indica nel lavoro di Federica Loredan, anche antropologa, e nel coinvolgimento di performer con background migratorio una delle esperienze della rassegna che più si muovono in questa direzione.

C’è poi l’accessibilità economica. Diversi appuntamenti sono gratuiti, mentre per gli altri l’intenzione è mantenere prezzi contenuti, tenendo insieme le possibilità del pubblico e il lavoro di chi sale sul palco o contribuisce alla realizzazione degli eventi. "Cerchiamo di rendere gli spettacoli accessibili: molti sono a ingresso libero, gli altri hanno prezzi contenuti. Ci sono persone che vorrebbero partecipare, ma non possono permettersi di spendere cinquanta euro per ogni appuntamento. È un equilibrio difficile da mantenere, perché bisogna anche retribuire chi lavora agli spettacoli. Per quanto possibile, cerchiamo di farlo anche con le realtà emergenti".
Anche raggiungere i luoghi degli spettacoli può incidere sulla partecipazione. Per gli appuntamenti di Voltri, anticipa Nicoletta, "stiamo valutando un servizio di navette dal centro. Con un piccolo supplemento sul biglietto, il cui prezzo sarà già contenuto, il pubblico potrebbe usufruire anche del trasporto". Si tratta dunque di un’ipotesi in fase di valutazione, pensata per facilitare gli spostamenti verso il Teatro del Ponente.
Il programma autunnale comincia domenica 18 ottobre alle 21 nella Sala Solimena di Villa Durazzo-Bombrini, con Laura Stevenson in solo. Originaria di Long Island, la cantautrice intreccia folk alternativo e indie rock: al centro del concerto ci sarà "Late Great", il sesto album, pubblicato nel 2025, nato da esperienze come la maternità, la fine di una relazione e la possibilità di ricominciare. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, con apertura alle 20 e servizio beverage.

Il legame con la storia del quartiere sarà al centro di "Fucina – canto per Cornigliano", in programma a Villa Bombrini il 21 e 22 novembre alle 20.30, sempre a ingresso libero. La docu-performance, creata appositamente per questi spazi e diretta da Cristina Cavalli con il gruppo Fate e Toreri, ripercorrerà le trasformazioni di Cornigliano da località balneare e di pescatori a polo siderurgico, fino alla dimensione postindustriale.
"È un lavoro corale, fin dalla ricerca e dalla costruzione dello spettacolo. Vogliamo ripercorrere le trasformazioni di Cornigliano: da località di mare, frequentata dai genovesi e abitata anche da pescatori, a centro della siderurgia, fino alla realtà postindustriale. Lo stiamo costruendo insieme: è un percorso stimolante", racconta Nicoletta.
Alla ricerca storica e alla raccolta delle testimonianze lavora Miriam Bruzzone Cannea, mentre Elisabetta Ferrando si occupa delle immagini e dei video, con un lavoro di ricerca anche presso Fondazione Ansaldo. Le coreografie sono di Dario Polmonari con gli allievi del CFA, i contributi sonori di Sabrina Napoleone e Cristina Nico.
Dal 27 novembre la rassegna si trasferirà al Teatro del Ponente. Alle 20.30 andrà in scena "Nuda", monologo dedicato alla poetessa Antonia Pozzi, scritto da Chiara Pasetti, interpretato da Lisa Galantini e diretto da Alberto Giusta, con musiche e scenografia di Valentina Amandolese. I biglietti sono disponibili su DICE.
Il 5 dicembre alle 20.30, a ingresso libero, sarà la volta di "Silent Flex", progetto di Federica Loredan e Silvia NoOx Nocentini, che mette in dialogo musica, teatro e danza. Dedicato alle generazioni under 35, lo spettacolo prenderà forma anche attraverso un laboratorio-residenza e un percorso di creazione condivisa con giovani e giovanissimi. In scena Pouria Jashn Tirgan, Melissa Antonelli, Giovanni Mohamed Seck e Alassane Gaye.
Il 17 dicembre alle 20.30 arriverà "Il Mare nel Cassetto – La via di Franco Battiato", con Silvia Boschero alla narrazione, Giua alla voce, chitarra e basso e Anaïs Drago al violino, elettronica e cori. Un recital attraverso la musica e la poetica di Battiato, con biglietti su DICE. Un ulteriore concerto, ancora da annunciare, completerà il calendario.
La fase autunnale raccoglie il lavoro iniziato a Villa Rossi: il concerto dei Litania, progetto di Elli DeMon, con apertura dei Wild Cats il primo giugno; il festival Flamingo Nuggets del 30 agosto; la finale del contest ZUENI SONICI del 18 settembre, dedicato agli under 25 e vinto dai Deaf Death. Alla programmazione si affiancano così la ricerca di nuovi talenti e le attività formative, con l’intenzione di dare continuità alle opportunità per artisti e pubblico.
Per Nicoletta, ampliare l’offerta significa anche riconoscere il lavoro di chi già opera nei quartieri: "È giusto proporre più appuntamenti nelle zone che ne hanno meno e valorizzare le realtà che già lavorano sul territorio. Società per Cornigliano offre spazio a queste attività e il Teatro del Ponente porta avanti anche una programmazione per ragazzi. Sono luoghi che fanno molto, ma rischiano di essere penalizzati proprio dalla loro posizione periferica".

















