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Politica | 29 ottobre 2020, 18:22

Uffici postali di Pegli e di Multedo: non è previsto alcun incremento di orario

La notizia è in un documento che Poste Italiane ha inviato a Tursi nei giorni scorsi dopo l’intervento del consigliere comunale di Italia Viva Mauro Avvenente: “Si valuterà caso per caso, ci sono sempre gli uffici delle zone limitrofe”; ma non sono ‘sconsigliati’ gli spostamenti?

Uffici postali di Pegli e di Multedo: non è previsto alcun incremento di orario

Uffici postali di Pegli e Multedo: per il momento non è prevista alcuna variazione d’orario rispetto a quello stabilito lo scorso maggio nel momento in cui terminò il lockdown di primavera, quindi gli sportelli di via Caldesi nella zona di Pegli Lido, di via Martiri della Libertà al centro della delegazione e di via Multedo nell’omonimo quartiere continueranno a lavorare con un orario d’apertura contenuto rispetto a quello d'epoca ante Covid.

La notizia è contenuta in un documento che Poste Italiane ha inviato nei giorni scorsi a Palazzo Tursi, in particolare alla segreteria dell’assessore comunale Giorgio Viale che s’era interessato della questione a seguito di un sollecito fatto dal consigliere comunale e capogruppo di Italia Viva in sala rossa Mauro Avvenente. Nella sua interrogazione con richiesta di risposta scritta Avvenente, che nel precedente ciclo amministrativo è stato presidente del Municipio VII Ponente e, quindi, è da sempre molto attento a questa porzione di città, aveva chiesto di capire se Poste intendesse “provvedere al ripristino della piena funzionalità degli uffici decentrati numero 47 di via Martiri della Libertà a Pegli, garantendo nuovamente il turno di apertura pomeridiana. Se l’ufficio numero 48 di Multedo potrà tornare operativo su tutte le giornate settimanali come in precedenza. Se l’ufficio numero 46 di via Caldesi a Pegli Lido potrà ritornare a funzionare con il personale utilizzato nelle normali attività di front office come nella fase precedente al lockdown”.

La risposta di Poste Italiane è interlocutoria: “Per quanto riguarda il bacino specifico servito dagli uffici postali 46, 47 e 48, di cui si chiede l’aumento dell’offerta, si proseguirà con un costante monitoraggio al fine di valutare le soluzioni da adottare”. Intanto Poste ricorda che “sono a disposizione dei clienti anche numerosi strumenti relativi all’ufficio postale, quali ad esempio i canali on line e le app, attraverso cui è possibile pagare, inviare denaro, effettuare ricariche telefoniche e molto altro ancora”. La sensazione è che, contestualmente all’emergenza sanitaria, Poste abbia voluto avviare un processo di razionalizzazione dal quale assai difficilmente si tornerà indietro. Il ragionamento dell’azienda è il seguente: “L’organizzazione dell’attività degli uffici postali e la consistenza del personale che vi opera vengono determinate in relazione ai volumi medi di traffico, alla tipologia dei servizi richiesti e ai bacini d’utenza serviti. Inoltre, la riduzione attuale dell’offerta s’inserisce in un più ampio quadro di esigenze legate alla gestione del personale anche in conseguenza del particolare momento vissuto nei mesi scorsi”.

Delusione per questa notizia da parte di Avvenente: “Mi pare una risposta data in politichese. Posso dire che non finisce qui”. Ma Poste insiste: “La rete degli uffici postali è parametrata in modo tale da consentire la regolare erogazione di tutti i servizi offerti alla clientela attraverso altri uffici postali regolarmente aperti nelle zone limitrofe”. Non il massimo della strategia, specie in un periodo in cui gli spostamenti da e verso le proprie abitazioni sono ‘sconsigliati’, e dal momento che pure le banche lavorano a singhiozzo non è proprio un bel momento per i servizi finanziari né per chiunque ne abbia bisogno; disagi su disagi insomma. Con il pessimo sentore che niente sarà più come prima ma che, come spesso accade, l’utenza non è stata preparata minimamente a gestire e soprattutto ad affrontare e sopportare l’ennesima rivoluzione.

Alberto Bruzzone

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