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Attualità | 31 luglio 2021, 08:23

Boccadasse, i titolari dei locali contrari all'estensione dell'ordinanza anti movida: "Bisogna scegliere se accogliere o respingere"

Il sindaco Marco Bucci l'ha annunciata a margine di un consiglio comunale dopo la finale degli Europei, sostenendo che la richiesta arriverebbe da alcuni gestori di bar e ristoranti

Boccadasse, i titolari dei locali contrari all'estensione dell'ordinanza anti movida: "Bisogna scegliere se accogliere o respingere"

Un'ordinanza sulla movida a Boccadasse? Sì, se il comune ci garantisce dei ristori per il mancato introito”. Alessio Pastine, presidente del civ e titolare di due attività 'La Strambata' e 'Lo Strambuger' nel borgo simbolo dell'estate genovese, non ha dubbi sull'ipotesi allo studio del comune di estendere l'ordinanza già in vigore nel centro storico a corso Italia e a Boccadasse.

Il sindaco Marco Bucci, già all'indomani della finale degli Europei, lo aveva detto a margine del consiglio comunale: “E' in studio l'estensione di quello che è stato fatto in centro storico, cioè che dopo mezzanotte il consumo degli alcolici può essere fatto solo all'interno dei locali o nei dehors, sotto la gestione dei locali”, aveva detto Bucci, spiegando che sarebbero stati alcuni gestori dei locali a chiederlo. (QUI l'articolo)

Pastine non sembra però d'accordo: “Bisogna capire una volta per tutte se vogliamo accogliere o respingere. - spiega a La Voce di Genova - Boccadasse dopo le 5 Terre e Portofino è la terza località turistica. Se si decide di far chiudere un locale a mezzanotte, perché un'ordinanza del genere significa costringerci a chiudere, il comune deve in qualche modo compensarci, o pagando quello gli incassi a cui rinunciamo che servono per gli stipendi degli stagionali, oppure dandoci la possibilità di allargare i dehors. Qui tutte le attività, a parte i ristoranti, sono piccoli bar con pochi spazi sia all'interno che all'esterno”.

Per il presidente del civ la situazione è sotto controllo dal punto di vista della movida: “Non c'è mai stata una rissa, e comunque devo sottolineare come finito il lockdown, il presidio delle forze dell'ordine sia nettamente diminuito. Nel mio locale sono stato costretto ad assumere una vigilanza privata per il fine settimana, non perché ci sia particolare caos, ma per gestire la situazione, limitare gli accessi e evitare gli assembramenti”.

A una settimana dall'avvio del green pass obbligatorio, Pastine, che rappresenta le sedici attività iscritte al civ, non si dice contrario: “Il problema non è il green pass, io sono vaccinato e ce l'ho, però mi chiedo se dobbiamo essere noi gestori di locali a controllare che tutti i clienti ce l'abbiano”.

Perché invece – conclude – non si pensa a migliorare i servizi? Per esempio quelli igienici, perché gli unici presenti sono quelli del mio locale. Perché il comune non migliora la raccolta dei rifiuti, come chiediamo da anni visti gli odori che invadono il borgo?”.

Anche Sergio Panizza, titolare da un anno de 'Il Genovese' non sembra essere tra coloro che hanno chiesto a Bucci l'estensione dell'ordinanza: “La storia di Boccadasse ci dice che qui la movida non ha mai portato a grandi problemi, salvo eccezioni. Per cui, un conto è la restrizione su una serata specifica, e in questo caso se ci sono input volti alla sicurezza possono essere presi in considerazione, un conto è applicare con un'ordinanza le stesse regole che ci sono in altre parti della città”.

Francesco Li Noce

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