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Attualità | 30 giugno 2022, 18:32

Albaro, ecco servito l’apericena per Casa Raphael

“Con le vostre offerte organizzeremo gite e attività di svago per gli ospiti, grandi e piccini”: è la nuova iniziativa solidale per aiutare le monache che non hanno mai interrotto la mission a favore dei più deboli

Albaro, ecco servito l’apericena per Casa Raphael

Un’Apericena per Casa Raphael. È in programma stasera, a partire dalle 19,30 un’apericena sociale, con musica e mercatino nel chiosco. L’evento è tutto dedicato a Casa Raphael (a 15 euro a persona) e si svolge in via Giorgio Byron, 15.

“Con le vostre offerte - annuncia Suor Emmanuel, una delle 12 suore che operano in struttura - organizzeremo gite e attività di svago per gli ospiti, grandi e piccini di Casa Raphael. Vi aspettiamo!”.

Questa la nuova iniziativa solidale per aiutare le monache che non hanno mai interrotto la mission a favore dei più deboli. Nel quartiere di Albaro sono ospitate una cinquantina di persone, tra cui anche profughi ucraini, che le monache, dall’inizio emergenza, non hanno voluto lasciare fuori da Casa Raphael. Le religiose si danno da fare da molti anni, accogliendo chi ha più bisogno di un riparo, cibo e amore.

Si è tanto parlato di loro l’anno scorso a causa del loro sfratto, ancora in atto. Per Casa Raphael tutto il quartiere e molti genovesi si sono mobilitati, anche con una petizione che ha superato le 25mila firme, molte anche di vicini residenti, che si sono opposti a una situazione inaccettabile.

A buttare fuori casa le suore, sono altre suore: le monache dell’Ordine delle Suore Sacramentine di Milano. Hanno, infatti, in progetto di realizzare una grande Rsa, con tanto di parcheggi, al posto del monastero e della casa di riposo per anziani adiacente Villa Albaro. A nulla è servito far loro presente che in questa bella realtà le religiose si impegnano con costanza in percorsi riabilitativi psico-fisici e spirituali, offrono assistenza e supporto, accolgono giovani migranti e distribuiscono generi alimentari. C’è anche il servizio di dog-sitter.

Nelle aree verdi annesse al monastero, inoltre, sono stati avviati diversi progetti sociali tra cui la riqualificazione degli appezzamenti di terreno di pertinenza, gli ‘Orti collettivi e didattici’, messi a disposizione ai cittadini gratuitamente dalle suore di Casa Raphael. Ultimamente, nonostante lo sfratto in atto, (ma il 2 novembre c’è il ricorso, che con probabilità condurrà a un appello) le suore hanno accolto venti profughe fuggite dalla guerra in Ucraina, ma c’era anche una mamma nativa di Cuba con la sua bimba, una famiglia fuggita dall’orrore della guerra in Siria e un’altra famiglia proveniente dall’India; una coppia di slovacchi, Jan e Alice, vittime di un pestaggio nel 2014 in zona Piccapietra e altri senzatetto di nazionalità italiana, una grande famiglia allargata, che vive felice e sicura con le suore, che hanno accolto con amore anche i loro amici a quattro zampe (due cani e un gatto).

Saputo degli ultimi arrivi, i volontari del quartiere hanno colorato e abbellito le pareti per i bimbi, così da rendere speciale il loro soggiorno nella nuova casa genovese. Periodicamente per supportare la struttura viene allestito un mercatino solidale, fuori dalla chiesa, presso il portico delle Sacramentine, in via Giorgio Byron. L’ultima volta tre volontarie ucraine che frequentano il Conservatorio Paganini hanno offerto un concerto, con due violini e una soprano che ha cantato per i numerosi presenti. Intanto le suore hanno anche organizzato corsi di italiano e fatto inserire nelle scuole dell’obbligo i minori ucraini, così da aiutarli a rifarsi una vita a Genova. Ora ecco la nuova occasione di solidarietà: si auspica che in molti aderiscano all’apericena di questa sera e acquistino i manufatti al mercatino, per far felici soprattutto i bimbi di Casa Raphael.

Rosa Cappato

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