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Attualità | 04 agosto 2022, 11:57

Coldiretti: "Caldo e siccità spingono i cinghiali nei centri abitati"

Sono 2,3 milioni gli ungulati nelle città

Coldiretti: "Caldo e siccità spingono i cinghiali nei centri abitati"

Il caldo opprimente e la siccità spingono i 2,3 milioni di cinghiali nelle città. Dopo aver fatto piazza pulita nelle campagne di quel che rimane delle coltivazioni, decimate dalla mancanza di acqua e dalle temperature roventi, e aver costretto gli allevatori liguri ad abbattere migliaia di maiali sani per il rischio della peste suina, gli ungulati si riversano senza freni nelle strade e nei corsi d’acqua metropolitani, ormai allo stremo, si ritrovano a vagare senza meta in cerca di cibo e refrigerio.

L’invasione dei cinghiali nei centri abitati – spiegano il presidente di Coldiretti Liguria, Gianluca Boeri, e il delegato confederale Bruno Rivarossa è un problema che la Liguria si trova a dover affrontare già da molto tempo. Si tratta, purtroppo, di episodi sempre più frequenti, che mettono a rischio la sicurezza delle persone sia nelle città che nelle campagne. Questi suidi portano malattie, razzolano fra i rifiuti, causano incidenti e spaventano le famiglie, tanto che, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe, oltre 8 italiani su 10 ormai pensano che vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, incaricando personale specializzato, in modo tale da ridurne il numero”.

Stando alle statistiche, il 26% degli italiani si è trovato faccia a faccia con questi animali almeno una volta nella vita. Percentuale che, nell’ultimo periodo, sta ulteriormente crescendo. “Non va poi dimenticato che i branchi – sottolineano Boeri e Rivarossa – sono diventati anche il principale vettore della peste suina, che ha costretto gli allevatori liguri ad abbattere migliaia di capi in piena salute, causando loro ingenti perdite e mettendo a rischio la norcineria nazionale, settore di punta dell’agroalimentare Made in Italy in cui sono impiegate circa 100mila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione e che vanta un fatturato annuo di 20 miliardi di euro”.

Ad oggi i cinghiali rappresentano un vero e proprio flagello per i campi e per le tavole dei liguri e degli italiani. Anche a causa della proliferazione della fauna selvatica, negli ultimi anni sono stati abbandonati 800mila ettari di terreni fertili, che oggi, oltre a non essere più produttivi, sono esposti all’erosione e al dissesto idrogeologico. “È fondamentale l’emanazione di un Decreto legge urgentissimo per modificare l’articolo 19 della Legge 157 del 1992 – incalzano, infine, il Presidente ligure e il Delegato Confederale – in modo tale da consentire il depopolamento necessario dei cinghiali in una situazione che, altrimenti, è destinata a degenerare”.

Redazione

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