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Municipio Centro Est | 29 giugno 2023, 07:20

Formazione, supporto e creatività: in via di Prè nasce "Jeans Lab" (Foto e video)

Nel cuore della via del Jeans, che da piazza Banchi arriva fino alla Commenda, una nuova realtà "incubatore" dedicata ad artigiani, artisti e a chi ha voglia di creare con la tela 'made in Genoa'

Formazione, supporto e creatività: in via di Prè nasce "Jeans Lab" (Foto e video)

Uno spazio in via di Prè completamente rinnovato e dedicato al jeans in cui formare e supportare gli artigiani: questo è il concetto che sta alla base di Jeans Lab, un presidio territoriale, un luogo di scambio e di incontro oltre che di formazione e una vetrina per eventi e prodotti che contraddistinguono la cosiddetta ‘via del jeans’, (via di Pre, via del Campo, via di Fossatello, via San Luca) e che si riversano inevitabilmente sul territorio che la circonda. 

È Manuela Arata, ideatrice e presidente di Genova Jeans, a raccontare nel dettaglio questo nuovo progetto: “Jeans Lab è un laboratorio incubatore dove vogliamo fare formazione e dare spazio a chi vuole imparare a realizzare non solo abbigliamento, ma qualunque cosa in jeans. 

Abbiamo un accordo di partecipazione a questo laboratorio con CNA Federmoda, che ha creduto da subito nel progetto e farà corsi di formazione professionalizzanti; Diesel ci ha regalato delle macchine da cucire orlatrici; Candiani ci ha dato tanti centinaia di metri di stoffe e ora partiremo con i corsi.

Come comitato promotore ci siamo impegnati nei confronti del Comune, proprietario dei locali che sono stati ristrutturati su nostra richiesta e seguendo le nostre indicazioni, e faremo partire un’attività di incubazione per cui chi vuole mettersi in proprio qua può trovare attrezzature, competenze e realizzare i suoi progetti senza dover fuggire da Genova”. 

Uno dei problemi riscontrati è che spesso i giovani lasciano la città per andare a cercare fortuna e mettere in pratica il frutto degli anni di studio: “A Genova abbiamo anche la scuola Duchessa di Galliera che ogni anno sforna un bel numero di ragazzi competenti ma che se ne vanno, spesso a Milano. Abbiamo deciso di dare loro un’opportunità: se vogliono provare a mettersi in proprio noi li assistiamo e li aiutiamo, e potranno godere delle facilitazioni che il Comune ha messo in piedi per insediarsi in questa zona con la loro bottega, nella via del Jeans".

Se ci sono artigiani che creano ci sono anche persone che acquistano. Ci sarà la possibilità di comprare dei capi personalizzati, magari fatti su misura?

Questo è un futuro molto lontano ancora. Ora partiamo con la costruzione delle competenze e delle capacità, poi gli artigiani venderanno. Il laboratorio del jeans è associativo, non imprenditoriale, ma questo brand, Genova Jeans, potrebbe diventare importante a livello nazionale e internazionale. 

Genova Jeans nasce come evento di punta da inserire nel calendario mondiale, con una caratteristica: nella città a cui il jeans deve il nome noi progettiamo il jeans del futuro. Non è solo rispetto per l’ambiente, ma anche una questione di sostenibilità sociale ed etica che le imprese che oggi fanno innovazione hanno sempre nel dna. Noi vogliamo aiutare questo processo creando delle ricadute locali”.  

L’esperienza di Manuela Arata viene da molto lontano: per anni è stata la guida del Festival della Scienza. “Ricordo che all’inizio tutti mi chiedevano ‘ma poi cosa rimane dopo il Festival?’ Direi che lo abbiamo visto: un nuovo mestiere, quello del divulgatore, che prima quasi non esisteva e ora è entrato nella mente di tutti i ricercatori quanto sia importante distribuire conoscenze. Quando ho proposto di fare Genova Jeans al Comune ho pensato subito che cosa sarebbe rimasto dopo. Qui resta un progetto molto grande, che ovviamente non riusciremo a far da soli, stiamo collaborando già con varie associazioni. Aiutare la rigenerazione di quest’area che è bellissima, che è la parte medievale della città che ha un’architettura bellissima e che ha una ricchezza di cultura diversa e che altrove non si trovano è veramente una sfida stupenda”. 

Un’area bellissima, ma un po’ complicata, soprattutto per gli episodi che accendono le pagine di cronaca: “Intanto se non sono sfide difficili non ci piacciono” commenta Arata sorridendo. “Questa è si un’area complicata, lo spaccio di droga è notevole. Da un lato ci mette un po’ al riparo dalla piccola criminalità, nel senso che noi ci muoviamo tranquille in questa zona. Noi siamo convinte che se sale la qualità della vita di chi abita qui e di chi lavora qui poi piano piano questi fenomeni se ne vanno, si spostano altrove. Però ci tengo a dirlo che non abbiamo mai avuto paura”. 

Insieme a Manuela Arata c’è anche Alessandra Fontanini, che abbiamo conosciuto per il suo progetto ‘Rechiclo’, dedicato al riutilizzo e al dare nuova vita agli abiti per rinnovare il guardaroba a costo zero. 

Questa collaborazione è nata in modo molto naturale: la riqualifica è alla base dei nostri progetti. Il mio, Rechiclo, è un progetto che ormai porto avanti da un paio di anni e che si occupa di riqualificare gli scarti tessili, complementi di arredo e che ora si sta estendendo anche al recupero di valori, a 360 gradi.

Con Manuela abbiamo deciso di unire le forze, una collaborazione spontanea perché abbiamo tantissimi punti in comune e abbiamo voglia di riqualificare la zona. 

Io per prima sono stata una di quei giovani che ha cercato fortuna all’estero. Dopo il covid sono tornata qua e avevo ancora più voglia di fare nel mio territorio rispetto che all’estero. Trovare un progetto di questo tipo che vuole formare persone, artigiani e artisti e che non li costringa a uscire di casa mi ha fatto pensare che fosse una buona idea.

Mi occuperò di gestire gli artisti, creativi e artigiani che vogliono tenere workshop, laboratori, farsi conoscere e diffondere il verbo della riqualificazione”. 

Nel team, spiega Arata, “c’è anche una giovane Project manager. Al momento siamo noi tre, e le cose succedono in modo molto naturale. Alessandra si occuperà di organizzare, per il mese di luglio, una serie di workshop di artisti, artigiani e persone che hanno qualcosa da dire e da dare che possono creare movimento, attrazione per far conoscere questo posto”. 

Per rimanere informato sulle attività del Jeans Lab si può seguire la pagina social @genovajeans o su www.genovajeans.it. Il Lab si trova in Via di Prè 129-131r ed è aperto il lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio. Martedì e giovedì solo su prenotazione.

Chiara Orsetti

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