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Attualità | 12 febbraio 2026, 08:00

Sestri Ponente, chiude “L'arte del cucire”: così un altro pezzo di storia artigiana lascia il quartiere

Dal primo laboratorio aperto nel 1987 in vico Erminio ai venticinque anni in via Paglia, dopo quasi quarant'anni le titolari abbassano la saracinesca: “La speranza è che il futuro di Sestri sia in risalita”. E nella delegazione prosegue la scia di chiusure dopo lo stop del panificio Da Ü Tappe

Dopo ben quasi quarant’anni di attività, dapprima in vico Erminio e poi in via Paglia, si appresta ad abbassare la saracinesca “L’arte del cucire”, storica sartoria del quartiere. E così chiude un'altra serranda nella delegazione di Sestri Ponente, dove già nelle scorse settimane aveva cessato l’attività anche il panificio Da Ü Tappe, rimasto aperto per 34 anni.

Il negozio di via Paglia, punto di riferimento per riparazioni e lavori su misura, chiuderà nei prossimi mesi, entro la primavera. A raccontarlo è Cristina, fondatrice insieme ad Antonella dell’attività: "Chiudiamo perché siamo arrivate all’età della pensione. Qui siamo aperte da 25 anni. L’attività l’abbiamo fondata io, Cristina, e Antonella, ma veniamo da un’esperienza precedente: avevamo un’altra sartoria in vico Erminio, poi abbiamo riaperto in via Paglia. In vico Erminio non si chiamava ‘L’arte del cucire’”, racconta. 

Una storia iniziata nel 1987: “Il negozio in vico Erminio lo abbiamo aperto nel 1987 e lo abbiamo chiuso intorno al 1997, dopo dieci anni. Ormai sono 40 anni che lavoriamo a Sestri: è una vita nel campo della sartoria”.

Oggi, così, l'attività è stata messa in vendita: “Qualcuno si è avvicinato per chiedere informazioni per rilevare l’attività, ma noi preferiremmo che fosse una persona capace e preparata, in grado di portare avanti il lavoro per quello che è stato finora. Ci rendiamo conto, però, che non è semplice e probabilmente non lo sarà”.

La chiusura non sarà immediata: “Ci siamo date un termine, almeno fino alla primavera, poi vedremo cosa succederà. Lasciare l’attività dispiace, soprattutto per i nostri clienti. In questi anni abbiamo creato un bel rapporto e un buon giro di clientela, abbiamo seminato bene. Però a un certo punto si sente anche il bisogno di dedicarsi alla famiglia e ai nipoti”.

Quarant’anni di lavoro significano anche tanti ricordi e collaborazioni importanti: "Ne abbiamo davvero moltissimi. Abbiamo lavorato per Bagnara, per Marella e per tanti altri negozi”. E sul quartiere, lo sguardo è lucido: “Vedere Sestri oggi così dispiace. È cambiata, è diventata più multietnica, ci sono meno genovesi. Sono trasformazioni che fanno parte dei tempi. Speriamo che il futuro possa essere in risalita, anche se la vediamo dura. Ce lo auguriamo tutti”.

Federico Antonopulo

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