La sentenza del Consiglio di Stato, che conferma il verdetto da parte del Tar Liguria e, di fatto, mette la parola fine sull’ipotesi di trasferimento dei depositi chimici di Carmagnani e Superba da Multedo a Ponte Somalia, a Sampierdarena, ha riacceso un dibattito per pareva assolutamente spento sino a qualche giorno fa.
C’è un quartiere che esulta, quello di Sampierdarena, con la cittadinanza che peraltro ha ‘giocato’ un ruolo attivo nella battaglia legale, partecipando al ricorso al Tar Liguria con oltre mille e cinquecento firme; e, dall’altra parte, c’è un altro quartiere che si ritrova ancora una volta con i depositi a cinque metri dalle abitazioni, e senza alcuna prospettiva.
Ieri Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale si è detta disposta a riaprire il dialogo con il Comune di Genova e aspetta che sia proprio la Civica amministrazione a fare la prima mossa; il Comune, dal canto suo, sostiene che sia Autorità Portuale a dover indicare una possibile soluzione all’interno delle proprie aree. In sostanza, rischia di crearsi una situazione di stallo dove nessuno va avanti e nessuno fa il primo passo, perché affrontare questa tematica spinosa equivale a inciampare su una buccia di banana e alla fine non sembra proprio interessare a nessuno, a parte le dichiarazioni e gli impegni di facciata.
In tutto questo c’è la politica territoriale e, sul fronte del Ponente, si registra quello che dalla politica ci si aspetterebbe: dire una parola su Multedo. A pensarci è il Partito Democratico del Ponente, che osserva: “La sentenza del Consiglio di Stato chiude definitivamente una stagione segnata da errori, forzature e promesse mai mantenute da parte dell’amministrazione Bucci. Per anni i cittadini di Multedo sono stati illusi con annunci, soluzioni improvvisate e utilizzando percorsi impropri e sbagliati, destinati, come si è visto, ad essere annullati. Bucci ha gestito questa vicenda in modo superficiale e divisivo, senza mai affrontare davvero il problema: garantire la sicurezza e la qualità della vita dei residenti. Ha spostato il problema sulla carta, senza risolverlo nella realtà, alimentando tensioni tra quartieri e lasciando Multedo in una condizione di incertezza inaccettabile. Le promesse si sono rivelate vuote e il risultato è evidente: anni persi e nessuna soluzione concreta per allontanare i depositi dalle case”.
Ma ora, secondo i dem, “si apre una fase nuova. L’attuale amministrazione ha indicato con chiarezza la necessità di ricollocare i depositi in area portuale e lontano dalle abitazioni: un principio che condividiamo e che deve trovare piena attuazione. Il nuovo Piano Regolatore Portuale sarà un passaggio decisivo per definire una soluzione stabile e sostenibile, che tenga insieme le esigenze del porto, la tutela della salute e della qualità della vita dei cittadini e la salvaguardia dei lavoratori coinvolti. Multedo merita finalmente una prospettiva chiara e una risposta all’altezza delle aspettative del territorio”.
Sul tema interviene anche il consigliere comunale Claudio Chiarotti, già presidente del Municipio VII Ponente: “Multedo è stata usata come terreno di scontro politico e come vetrina mediatica, mentre i cittadini continuavano a convivere con i depositi chimici senza alcuna garanzia in più. Altro che risposte: abbiamo assistito a un continuo cambio di versione, a promesse sistematicamente disattese e a un’incertezza che si è trascinata per anni. Come consigliere comunale di territorio continuerò a lavorare e a vigilare perché Multedo resti una priorità dell’azione amministrativa. I cittadini aspettano da troppo tempo: è il momento di passare definitivamente dagli annunci ai fatti”.
E il suo collega in Sala Rossa in quota Lista Salis, Filippo Bruzzone, aggiunge: “Gli abitanti di Sampierdarena si sono difesi, e hanno bloccato il trasferimento (fantasioso) dei depositi costieri a Ponte Somalia. C’è un rovescio della medaglia in questa vicenda e si chiama Multedo. Ho iniziato a fare politica nel 2017, dopo qualche mese l’ex sindaco Bucci, tenendo fuori dalla sala chi era in Municipio, aveva fatto una promessa: io sarò il sindaco che porterà via da Multedo i depositi. Per anni abbiamo detto che non sarebbe stato possibile, perché non è il sindaco a decidere; che con quella narrazione si sarebbero alimentate false speranze e concrete paure. Niente. Eravamo i gufi. E intanto in questi anni ne ho sentite di tutti i colori, anche chi proponeva di mettere i delfini nelle (ex) cisterne. Ed eccoci qua. Ponte Somalia non va bene, Sampierdarena terrorizzata per anni, Multedo umiliata ancora. Né possono essere condivise le parole del presidente di Autorità Portuale che si dice pronto a un tavolo se convocato su iniziativa del Comune. Un sistema per funzionare ha bisogno che ognuno rispetti il proprio ruolo. Se davvero in città vogliamo spostare i depositi da Multedo (Palazzo San Giorgio lo vuole davvero?) bisogna mettere mano al Piano Regolatore Portuale, e per mettere mano al Piano Regolatore Portuale serve che Autorità Portuale lo faccia, uscendo dal torpore che dura da più di vent’anni. Il tempo purtroppo è già passato”.
E, se questi sono i presupposti, ne passerà ancora moltissimo. Sempre e solo sulla pelle della povera gente.














