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Attualità | 21 ottobre 2026, 12:34

Pegli, pronto il progetto per promuovere l’oasi naturalistica alla foce del torrente Varenna

Presentazione alla Scuola Conte con le varie associazioni coinvolte: Comitato Pegli Bene Comune, Comitato Val Varenna, Lipu Delegazione di Genova, Rol, Liguria Birding e Pro Natura Genova

Il torrente Varenna tra Multedo e Pegli, nei pressi della foce

Il torrente Varenna tra Multedo e Pegli, nei pressi della foce

A Pegli c’è uno scrigno di biodiversità a pochi passi dalle nostre case, popolato, in base a un recente monitoraggio limitato a una ridotta finestra temporale, da cinquantotto specie di uccelli, centoquarantotto di insetti tra cui ventuno di libellule e quaranta di farfalle, quattro di molluschi, sei di pesci d’acqua dolce, cinque di anfibi e rettili, quattro di pipistrelli e oltre centocinquanta vegetali: un patrimonio ecologico che è importante far conoscere e salvaguardare. 

È così che sabato pomeriggio, sala dell’auditorium della Scuola Musicale Giuseppe Conte, si è svolta, alla presenza di un pubblico assai numeroso, la presentazione del progetto dell’oasi naturalistica alla foce del torrente Varenna e sulla spiaggia di Multedo. 

L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Pegli Live, ha visto la partecipazione di cittadini, addetti ai lavori, rappresentanti delle istituzioni - Comune di Genova e Municipio VII Genova Ponente - e delle associazioni coinvolte nel progetto: Comitato Pegli Bene Comune, Comitato Val Varenna, Lipu Delegazione di Genova, Rol, Liguria Birding e Pro Natura Genova.

Diversi e interessanti, a cura di esperti naturalisti, i focus sulla flora e la fauna che vivono e frequentano l’area a cavallo tra la foce del torrente Varenna e la spiaggia di Multedo, intervallati a momenti musicali tenuti dal Coro Monti Liguri - Genova e del duo Dameen, che hanno proposto brani incentrati sul mare

Due le curiosità che sono rimaste impresse tra le tante, come racconta il Comitato Pegli Bene Comune: “Il becco conico e affusolato del Martin Pescatore, assiduo frequentatore del Varenna a cui i giapponesi si sono ispirati per modellare il ‘muso’ dello Shinkasen, il loro treno-proiettile, per diminuire il rumore emesso all’uscita dalle gallerie; l’incredibile resilienza del codirosso, un altro ‘abitante’ del nostro torrente che, nonostante un peso inferiore ai venti grammi, sverna tutti gli anni nell’Africa tropicale, compiendo un lunghissimo viaggio transahariano”.

Il Comitato Pegli Bene Comune è stato rappresentato durante l’evento da Matteo Zanelli, il naturalista del gruppo, che nel suo intervento ha raccontato le origini del progetto e spiegato la particolare ricchezza di biodiversità, tra uccelli, specie vegetali, pesci, rettili e anfibi, che è possibile incontrare nell’area individuata per la realizzazione dell’oasi naturalistica.

L’area, collocata tra la foce del Varenna e la prima porzione della spiaggia di Multedo, vedrà l’installazione di una pannellistica dedicata a scopi divulgativi e didattici per promuovere non solo una fruizione più consapevole di questi spazi da parte della cittadinanza, ma anche una gestione differente degli elementi vegetazionali.

A questo proposito, da rimarcare il contributo della naturalista Claudia Turcato rispetto alla vegetazione che caratterizza il tratto terminale del torrente, spesso additato dell’opinione pubblica come concausa di possibili alluvioni, ma che in realtà svolge addirittura una funzione protettiva nei confronti del territorio circostante, “ferma restando - ha poi sottolineato Zanelli - l’ovvia necessità di tagliare tutte quelle specie vegetali aliene, a partire dai canneti, che invadono gli spazi pubblici e privati situati al di fuori dal torrente”.

Un tema, quello della gestione della vegetazione lungo i corsi d’acqua, che per Zanelli varia a seconda delle caratteristiche dei torrenti, ciascuno dei quali necessita infatti di una gestione idraulica differente.

Nel caso del Varenna, si tratta di un torrente che a differenza di tutti altri del Ponente genovese, e della maggior parte dei rivi cittadini, non presenta tratti di tombinatura risultando dunque tarato, dal punto di vista della sicurezza idraulica, a contenere la portata di piena duecentennale. “Questo, a maggior ragione nel tratto terminale del torrente, non rende dunque necessaria l’esecuzione di tagli indiscriminati a raso della vegetazione e spostamenti continui di materiale in alveo, pur con la dovuta esigenza di un confronto costante con gli uffici tecnici degli enti pubblici preposti affinché la tutela dell'area non vada in alcun modo a discapito della sicurezza”.

Alberto Bruzzone

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