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Innovazione | 20 febbraio 2020, 12:55

Istituto Italiano di Tecnologia: è nata l'app Memex per l'inclusione sociale

Coordinato da Alessio Del Bue dell’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia a Genova, il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea nell’ambito di “Horizon 2020” con circa 4 milioni di euro per 3 anni

Istituto Italiano di Tecnologia: è nata l'app Memex per l'inclusione sociale

Ha avuto avvio il progetto europeo “MEMEX” per lo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale e realtà aumentata che possano favorire l’inclusione sociale delle persone a rischio di marginalizzazione, valorizzandone le loro storie. La nuova app sarà sperimentata a Parigi, dagli abitanti a rischio di povertà del XIX distretto, a Barcellona dalle donne migranti, e a Lisbona dalle comunità nate dalle prime immigrazioni in Portogallo. Coordinato da Alessio Del Bue dell’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia a Genova, il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea nell’ambito di “Horizon 2020” con circa 4 milioni di euro per 3 anni e vedrà coinvolti istituti di ricerca, NGO e aziende in Italia e nel resto d’Europa.

La riduzione del numero di persone a rischio di esclusione sociale è stato tra gli obiettivi del programma dell’Unione Europea “Europa 2020”; nel 2017 si registrava una percentuale del 24,4% di persone in tutta Europa a rischio di povertà e marginalizzazione con le donne ad esserne più soggette, e i giovani nella fascia di età tra i 18 e 24 anni (Eurostat, 2019). In questo contesto sociale, il progetto MEMEX si pone l’obiettivo di realizzare nuove tecnologie che favoriscano la partecipazione e la visibilità dei gruppi sociali più fragili, sfruttando la presenza pervasiva degli smartphones.

Le nuove tecnologie MEMEX permetteranno di raccontare le storie delle comunità più a rischio, grazie alla possibilità di costruire percorsi narrativi composti da foto, video, mappe di luoghi vissuti e schede informative riguardanti il patrimonio culturale dei diversi territori. Gli utenti, nel raccontarsi, non solo potranno diventare visibili condividendo le loro storie con il pubblico, ma potranno conoscere meglio il territorio nel quale vivono, scoprendo informazioni di tipo storico ed artistico.

“Nel nostro progetto dovremo unire in maniera armoniosa gli aspetti tecnologici e scientifici, con quelli più sociali e di mediazione culturale. Le tecnologie MEMEX saranno costruite ascoltando le esigenze di quelle comunità che sentono il bisogno di raccontare la loro storia”, dichiara Alessio Del Bue, coordinatore del progetto e responsabile della linea di ricerca PAVIS all’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia.

Il progetto prevede lo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale e realtà aumentata seguendo diversi stadi: la creazione di software per la geo-localizzazione delle persone e degli oggetti, l’integrazione di strumenti per gestire la struttura narrativa delle storie, il collegamento con le informazioni sul patrimonio artistico-culturale del territorio. Un’analisi dei bisogni sociali delle comunità di riferimento accompagnerà lo sviluppo tecnologico dall’inizio alla fine della progettazione.  

La “app” di MEMEX sarà testata da gruppi sociali eterogenei con possibile diverse necessità di comunicazione: le donne migranti che vivono a Barcellona e con cui si potranno realizzare attività per la valorizzazione del patrimonio culturale della città; le comunità originatesi dall’immigrazione a Lisbona degli abitanti delle vecchie colonie portoghesi per raccogliere i ricordi, le tradizioni e il loro contributo alla cultura portoghese; i cittadini delle periferie a nord di Parigi, in particolare l’area Rosa Parks, che saranno coinvolti nella creazione di storie digitali sulle loro esperienze personali e la trasformazione urbana, oltre che le loro tradizioni comuni.

La creazione dell’“app” di MEMEX potrà avere un impatto positivo sulla società multiculturale europea, rappresentando uno strumento da utilizzare nelle scuole e negli istituti di formazione come supporto digitale all’apprendimento; dagli enti governativi per definire policy di inclusione sociale seguendo le linee guida emerse dal progetto; e da artisti e comunità digitali per sviluppare ulteriormente l’app come mezzo di espressione.

 

Il consorzio è composto da: IIT-Istituto Italiano di Tecnologia (Italia), Università Ca' Foscari Venezia (Italia), EY (Italia), Eccom (Italia), Mapillary (Svezia), Interactive Technologies Institute - Larsys (Portogallo), Michael Culture (Belgio), Dedalè (Francia), InterArts (Spagna), Noho (Irlanda), Mapa das Ideias (Portogallo).

Comunicato stampa

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