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Videogallery | 06 giugno 2024, 08:30

Testimonial del dialetto - Rinasce la musica de I Trilli con Vladi Zullo: dalle “Anime Scue” alla luce (Video)

Il 30 maggio è uscito il nuovo singolo, un secondo inizio per il leader del gruppo che ha fatto la storia della musica dialettale ligure: “Voglio raccontare la mia storia e le difficoltà che ho incontrato in un particolare momento della vita facendo emergere alla fine il riscatto”

Testimonial del dialetto - Rinasce la musica de I Trilli con Vladi Zullo: dalle “Anime Scue” alla luce (Video)

Continua il ciclo di servizi de ‘La Voce di Genova’ che abbiamo voluto chiamare ‘Testimonial del dialetto’. Ogni giovedì vi faremo conoscere, o riscoprire, persone e personaggi che promuovono la lingua e la cultura genovese, con orgoglio, impegno, passione e tanto amore. E lo fanno sia in televisione che sui libri, che sui palchi di un teatro, sui social, alle conferenze, con la musica e le canzoni. Mirabile è l’azione di chi spende il proprio tempo per conservare una tradizione, ed ecco perché ci fa enorme piacere raccontarla. Anche attraverso video… ovviamente in genovese! 

Dopo l'intervista a Gilberto Volpara (si può leggere qui), al professore Franco Bampi (si può leggere qui), ad Anto Enrico Canale (si può leggere qui), a ‘Cito’ Opisso (si può leggere qui), a Francesco Pittaluga, (si può leggere qui), ai Buio Pesto: Massimo Morini e Nino Cancilla (si può leggere qui), al rapper genovese Mike fC (si può leggere qui), a Rita Bruzzone (si può leggere qui), ad Andrea Di Marco (si può leggere qui), a Giampiero Cella (si può legge qui), a Paolo Regati (si può leggere qui) e a Marco Carbone, in arte “U Carbun” (si può leggere qui), allo storico e archeologo Ennio Cirnigliaro (si può leggere qui), al direttore di bande musicali Cesare Garibaldi (si può leggere qui), al giovane rapper Giovanni Cambiaso, in arte Garsonetto (si può leggere qui), Carlo Sparviero, titolare dell’Ottica Sparviero (si può leggere qui), al cantautore Beppe Gambetta (si può leggere qui), all’autore e rielaboratore di classici Bruno Gattorno (si può leggere qui), oggi abbiamo incontrato Vladi Zullo, leader de I Trilli.

“…Cerco ancora di capire

questa vita sbagliata

cosa abbia da dire, 

cosa abbia da fare…”

Nel cuore di Genova, dove le note del dialetto si intrecciano con la storia di una città che guarda al mare, Vladi Zullo, leader de I Trilli, si prepara a un nuovo inizio. Il 30 maggio uscito il nuovo singolo "Anime Scue", un brano che non è solo musica, ma un racconto di vita, di lotta e di rinascita.

La canzone è un ponte gettato verso chi, come lui, ha bisogno di una seconda chance. "Attraverso questo brano vorrei raccontare un po’ la mia storia e le difficoltà che ho incontrato in un particolare momento della vita facendo emergere alla fine il riscatto, la rinascita. Vorrei che fosse di aiuto per molte persone che si trovano in situazioni di sofferenza e hanno bisogno di una seconda chance per ritrovare loro stessi", spiega Zullo.

La musica è stata la sua ancora di salvezza, un rifugio nel quale ha trovato non solo la forza per rialzarsi, ma anche l'ispirazione per creare qualcosa di nuovo, di personale. "Con i miei musicisti, la mia seconda famiglia, avevamo bisogno di una svolta artistica e musicale e io avevo la necessità di cimentarmi in qualcosa di più personale", dice Vladi che ha trovato nell'incontro con il chitarrista Gianpaolo Casu la scintilla per un sound innovativo che fa da ponte tra passato e futuro.

"Da subito con lui si è creata un’intesa direi quasi perfetta e con la sua esperienza nel campo, le nuove idee per un sound innovativo che facesse da ponte tra passato e futuro si sono concretizzate velocemente", racconta Vladi, orgoglioso del percorso intrapreso.

Il nuovo lavoro discografico, intitolato "Caruggi", è un omaggio alla città, alle sue strade, ai suoi racconti. Con altre dieci canzoni, il progetto promette di essere un viaggio nella tradizione e nell'innovazione, un modo per raccontare Genova attraverso le note e le parole.

Vladi dedica questo lavoro alla sua famiglia, in particolare a sua madre, alla sua compagna Marta e a sua figlia, che sono state il suo porto sicuro, lontano dalle "anime scure" che per anni si è portato dentro. "Dedico questo nuovo lavoro discografico a tutta la mia famiglia, in particolare a mia madre, alla mia compagna Marta e a mia figlia che mi hanno riportato definitivamente in un porto sicuro", conclude Vladi, con lo sguardo rivolto a un futuro che promette di essere luminoso, come le note di "Anime Scue" che risuonano nella città de I Trilli.

Il messaggio di Vladi è chiaro: la musica è vita, è riscatto, è speranza. E con "Anime Scue", i Trilli non solo offrono un brano, ma un'esperienza, un invito a chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare da una storia di redenzione che potrebbe essere la propria.

L’INTERVISTA

È in uscita un nuovo singolo dopo tanti anni di stop artistico.

“Sì, stop relativamente nel senso che abbiamo fatto diverse cose, tanti spettacoli teatrali, abbiamo fatto un libro che racconta la storia della mia famiglia. Se ‘smanettate’ un po’ sulle piattaforme come Spotify (queste parole internazionali, noi siamo più terra terra) si può andare a cercare questo nuovo brano, ‘Anime Scue’. Un brano innovativo, differente”. 

C’è una sperimentazione a livello musicale?

“Sì, ci sono sonorità differenti e nuove. Ci tenevo a dire una cosa e a essere chiaro: noi portiamo avanti la tradizione ma lo facciamo per incentivare anche i giovani ad ascoltare il dialetto. Avevamo la necessità di cambiare e portare un po’ di innovazione. Ci proviamo e vedremo come andrà questa nuova esperienza”.

Da dove nasce questa esigenza di tronare a scrivere? È da un po’ di tempo che non scrivere una canzone.

“I prossimi sono cinquant’anni. Nel mia mente c’era l’esigenza di dire qualcosa che mi appartiene, che è nella mia mentalità. Un linguaggio differenze, un po’ più introspettivo”.

Il titolo è  ‘Anime Scue’ (Anime Scure), c’è qualcosa di oscuro che ti tormenta?

“In questo momento no. Ora sono in una fase della mia vita in cui sto bene. Ho incontrato una donna bravissima che mi ha portato nella retta via. Poi è arrivata una bambina splendida è questo è stato determinante per ritrovare il cammino. Nella vita, sai com’è, ci sono tanti momenti dove l’anima diventa scura perché ci sono difficoltà e non è sempre facile ripartire. Sono affondato ma sono stato bravo poi a riemergere. Il messaggio della canzone è proprio questo: anche nei momenti più tristi della vita, l’importante è cercare di ricominciare in maniera corretta”.

Esce questo nuovo brano ma questo è una sorta di preludio a un lavoro discografico più ampio giusto?

“Esatto, penso che entro Natale dovrebbe essere completato tutto questo lavoro discografico. Ci sono altri dieci brani differenti anche nella forma. Ci sarà la possibilità di trovare brani della tradizione rivisitati”.

Una domanda che facciamo a tutti i nostri testimonial del dialetto: come nasce il tuo rapporto con il genovese? L’hai imparato attraverso le canzoni oppure lo parlavi già da piccolo con i tuoi genitori?

“No, in casa non parlavo il dialetto. Mio padre non mi parlava in dialetto. Si cerca di ascoltare per apprendere, da anni mi porto dentro questa passione per il dialetto e per le canzoni genovesi in particolare”.

Com’è il futuro della musica dialettale genovese e ligure? Sarà un futuro roseo oppure ci sono momenti di difficoltà?

“I momenti di difficoltà ci sono. Dispiace dirlo ma qui al nord si sta perdendo ma ci sono anche molti giovani che si stanno approcciando al dialetto. Ho la speranza che ci siano ancora tanti giovani che tenteranno di riprendere questa tradizione, magari con nuove sonorità e nuove idee”. 

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