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Municipio Medio Levante | 17 aprile 2021, 16:10

Discoteche Covid free, un protocollo e una app per riaprirle

Si potrebbe ripartire dai locali all’aperto. È questa l’idea lanciata da Ettore Bocciardo: “La proposta, redatta insieme ad esponenti della comunità scientifica, tra cui l’infettivologo Matteo Bassetti, verrà presentata al Cts sperando che dia una possibilità”

Discoteche Covid free, un protocollo e una app per riaprirle

Un App per creare luoghi Covid free. È questa l’idea di Ettore Bocciardo, presidente Silb (associazione delle imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo), anche dirigente nazionale della stessa associazione, nonché uno dei titolari del noto ‘Cézanne’ in via Cecchi.

A Genova nel Municipio Medio Levante ci sono le discoteche più conosciute: oltre il ‘Cézanne’, ci sono anche il ‘Mako’, l’‘Estoril Beach’, lo ‘Sporting Club’, in corso Italia, attività da ballo e intrattenimento che sono chiuse da 14 mesi. Il tutto a fronte di ristori a dir poco ridicoli, rispetto al fatturato.

I titolari, tuttavia non si arrendono. “Stiamo predisponendo un protocollo per la riapertura in sicurezza - spiega Bocciardo - almeno per quanto riguarda i luoghi all’aperto quest’estate”. L’obiettivo è riaprire quanto prima, almeno a giugno.

“La situazione è drammatica. Molti locali non riapriranno più: tanti hanno fallito e tanti hanno deciso di riconvertire la propria attività. Però il protocollo, redatto insieme ad esponenti della comunità scientifica, tra cui l’infettivologo Matteo Bassetti di Genova, verrà presentato al Cts sperando che dia una possibilità. Sarebbe auspicabile almeno una riapertura a fine maggio, sempre pandemia permettendo”.

Il presupposto si basa su un’applicazione che possa davvero individuare dei luoghi Covid free. “Un’applicazione europea - spiega Bocciardo - un passaporto sanitario che certifichi con sicurezza un tampone negativo di poche ore precedenti l’ingresso nelle strutture o un vaccino, ed ecco che in discoteca e locali notturni si evita il contagio. Grazie a questa applicazione sarebbe possibile entrare al cinema, a teatro, al museo e anche di nuovo nei ristoranti. In mezzo ci sta il rispetto delle norme di sicurezza, come l’utilizzo della mascherina ma a questo punto, grazie all’applicazione, non sarà più indispensabile il metro di distanza tra gli avventori. Ovviamente tutto questo in funzione della campagna vaccinale completata, a partire da una certa età in su. Se ci sono meno ricoveri e meno deceduti a causa del Coronavirus, allora si allenta la pandemia. Sappiamo di essere i più penalizzati: la nostra categoria, forse insieme al wedding e le agenzie di viaggio, è quella che sta soffrendo di più”.

Già, senza contare comunque i costi che queste strutture, sebbene chiuse, hanno dovuto comunque sostenere, come la Tari (anche se la parte variabile a Genova non viene più pagata, ma vero è anche che di spazzatura non ne è stata prodotta); l’affitto e le utenze, poi, vanno comunque corrisposti.

Grazie a questa banca dati online che indica i tamponi e vaccini effettuati come accaduto in Cina o in Israele ecco prospettarsi la vera svolta per la pandemia e la categoria in grave difficoltà. “Mi auguro che tra due mesi questo possa realmente essere fattibile - chiude il presidente - e se si procede come da attuale andamento non è impensabile, così come il fatto che negli anni a venire il Covid-19 possa essere considerata una malattia, quindi curabile. Ripartiamo da qui, dalle discoteche all’aperto, dove comunque è risaputo che i contagi sono bassi e poi si passerà anche a quelle al chiuso. L’Italia oggi è divisa in due a causa della pandemia: chi addirittura, pur continuando a lavorare, ha persino risparmiato, non potendo spostarsi, ad esempio per le ferie all’estero e chi invece non ha più niente: i titolari delle discoteche sono quelli che ripongono le prime speranze in questa App, per tornare a lavorare e intrattenere i clienti nei momenti di svago”.

Rosa Cappato

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