Ogni martedì uno spazio per raccontare l’impegno, le storie e i volti di chi, ogni giorno, si mette al servizio degli altri: con la nuova rubrica 'Buone Azioni', vogliamo dare voce alle associazioni, alle cooperative sociali, ai gruppi di volontari e a tutti coloro che costruiscono solidarietà sul territorio, spesso lontano dai riflettori ma con un impatto concreto nella vita delle persone. La rubrica sarà un viaggio settimanale nel cuore del Terzo Settore, per conoscere chi fa la differenza e capire come ciascuno può contribuire, anche con un piccolo gesto.
Chi ha vissuto l’esperienza del cancro lo sa: a volte, oltre alle cure mediche, ciò di cui si ha più bisogno è un punto di riferimento in grado di fornire supporto, accompagnamento e sorrisi. Dal 2019, a Genova, questo riferimento ha un nome: WeCare, un’associazione che opera per favorire un continuo miglioramento dei livelli di accoglienza nei reparti oncologici e il sostegno alla qualità della vita dei pazienti e delle persone che li sostengono in questo percorso. L’associazione è composta da pazienti oncologici, ex pazienti, familiari e amici che hanno vissuto da vicino l’esperienza del cancro. A raccontare la storia dell’associazione è Gianfranco Peiretti, direttore e motore operativo delle numerose iniziative promosse sul territorio.
“WeCare nasce dall’esigenza di creare un punto di riferimento per i pazienti oncologici, cosa che all’epoca mancava”-spiega Peiretti. “Il professor De Censi, allora primario al Galliera, ha coinvolto alcuni pazienti, tra cui mia moglie, per fondare l’associazione da zero, senza unirsi a una realtà nazionale già esistente. Ci sono voluti un paio d’anni per completare le pratiche burocratiche e ottenere il riconoscimento ufficiale dal Galliera e dalla Regione, e siamo partiti nel pieno della pandemia. Abbiamo iniziato con piccole attività, imparando strada facendo”.

WeCare opera principalmente a Genova, ma ha progressivamente esteso il proprio raggio d'azione anche al di fuori della città: il cuore delle sue attività rimane l’Ospedale Galliera, dove l’associazione è nata. Qui dispone di un ufficio stabile e di un posto auto riservato per il servizio di accompagnamento dei pazienti, gestisce la Banca della Parrucca e ha donato macchinari all’avanguardia, come i caschi refrigeranti per ridurre la perdita dei capelli durante i trattamenti oncologici. Negli anni, l’associazione ha consolidato collaborazioni anche con altre strutture sanitarie: all’Ospedale Villa Scassi di Sampierdarena ha ottenuto il riconoscimento ufficiale, rafforzando la propria presenza sul territorio genovese, mentre con l’Ospedale di Tortona l’associazione ha iniziato a operare attivamente oltre i confini regionali. Parallelamente, l’associazione sviluppa progetti in collaborazione con RSA e centri territoriali, come la Gigi Ghirotti, dove realizza iniziative di Pet Therapy per pazienti affetti da Alzheimer, e con la rete dei 13 comuni della Valle Scrivia, promuovendo attività di prevenzione e stili di vita sani. “Abbiamo anche sviluppato eventi come il Cimento della Valle Scrivia, con 17 percorsi in tutta la Liguria, e il Valle Scrivia by Day, un tour in bicicletta con tappe nei vari comuni e specialità locali” racconta Peiretti.
Tra i progetti più noti c’è proprio la Banca della Parrucca, nata per supportare chi perde i capelli durante le terapie. “Abbiamo creato un catalogo online unico in Italia” spiega Peiretti. “Gestiamo circa 750 parrucche, che spediamo a chi ne ha bisogno e recuperiamo quando non servono più. Coinvolgiamo parrucchieri, scuole e cittadini: abbiamo ricevuto donazioni di capelli da Milano, Frosinone e Genova, e li trasformiamo in parrucche per i pazienti”.

Il progetto si sviluppa in collaborazione con LILT, CNA e altre associazioni, un approccio che Peiretti definisce “fare rete”: “Il volontariato funziona se collabori, condividi risorse e competenze, senza concorrenza tra associazioni. L’obiettivo è il paziente, non il prestigio”.
WeCare non offre assistenza medica diretta, ma propone attività di supporto e inclusione: corsi di mindfulness, yoga della risata, laboratori creativi e percorsi ludici. “Facciamo gare di presepi, porta infusori e cuori di cuscini, e anche attività nelle scuole e negli asili”, spiega Peiretti. “Chiunque voglia contribuire può farlo in base alle proprie competenze: organizzare eventi, ritirare capelli dai parrucchieri, diffondere informazioni o guidare i servizi di accompagnamento alle cure”. Il volontariato, secondo Peiretti, non è riservato ai pensionati: “Stiamo investendo sui giovani, dai 30 ai 35 anni, per formare una nuova generazione che porti avanti i progetti e dia continuità all’associazione”.

WeCare si muove con rapidità e flessibilità, grazie a un’organizzazione snella: le decisioni vengono prese rapidamente, le donazioni gestite direttamente e i progetti coordinati sul territorio senza burocrazia eccessiva: “Se qualcuno ha un’idea, lo supportiamo e la realizziamo insieme. L’importante è coinvolgere le persone e moltiplicare le potenzialità senza sovrapporsi ad altri”. Nonostante l’associazione sia giovane, il bilancio delle attività è significativo: oltre cento iscritti, decine di eventi sul territorio, collaborazioni con ospedali e comuni, e una rete di volontari sempre più ampia. “Il nostro motto è: insieme siamo più forti. E se ognuno porta il proprio talento, si possono ottenere risultati concreti e duraturi”.






















